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Cassazione, respinto il ricorso di un ex marito: “la ricerca di incontri online corrisponde all’infedeltà”.

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Mariti e mogli attenzione!!!
Immaginate di tornare a casa e di trovare casualmente, sul cellulare di vostro marito, un messaggio che denuncia una tresca con un’altra donna. Lui si giustifica: “quel messaggio non dimostra nulla; un messaggio è una cosa, un rapporto un’altra”. Ma basta quel semplice indizio per fare una prova. Così, la donna “tradita” prende dall’armadio il necessario per qualche notte, fa la valigia e va via, sbattendo la porta di casa. Chiede ai genitori di stare un pochino lì e nel frattempo, valuta la possibilità di chiedere una separazione per tradimento. Dopo qualche giorno, però, con somma sorpresa, viene a sapere che anche lui ha intenzione di chiedere la separazione, ma con addebito a carico della moglie, per aver abbandonato il tetto coniugale. Secondo il marito, la moglie allontanandosi da casa senza alcun fondato motivo e senza l’autorizzazione del giudice lo legittima rivolgersi al tribunale per la fine della convivenza. Insomma il “maritino”, vorrebbe far passare dalla parte della ragione a quella del torto la moglie. Così, la questione è stata decisa qualche ora fa dalla Cassazione che, sul punto, si è espressa nel seguente modo: navigare su siti di incontri equivale a violare l’obbligo di fedeltà.
A dichiararlo è la Corte di Cassazione con la convalida di una sentenza della corte d’Appello di Bologna. La moglie non commette abbandono di tetto coniugale nel momento in cui sorprende il marito a ricercare partner online; si tratta, infatti, di una “circostanza oggettivamente idonea a compromettere la fiducia tra i coniugi e a provocare l’insorgere della crisi matrimoniale all’origine della separazione”.
La Suprema Corte ha respinto il ricorso di un ex marito che voleva addebitare la causa della separazione alla moglie, rea di aver abbandonato il tetto coniugale, una volta scoperto che lui conosceva profili femminili sul web. In più, l’uomo aveva chiesto la revoca dell‘obbligo di mantenimento, equivalente a 600 euro al mese. Richiesta respinta!

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