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Commercialisti, “Turismo sanitario, ricavi record con servizi e sinergie”

In Italia un giro d'affari di due milardi di euro, il 17% della quota europea

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NAPOLI – “Da Napoli parte un progetto che mira allo sviluppo di un turismo diverso da quello tradizionale, ma con risvolti altrettanto positivi. È il turismo sanitario, che oggi nel mondo genera un volume d’affari da 100 miliardi di dollari. In Italia i ricavi generati ammontano a 2 miliardi, il 17 per cento della quota europea, ma è un numero che potrebbe raddoppiare implementando l’offerta di servizi offerti agli stranieri e facendo sinergia tra tutte le componenti interessate.

Del resto recenti indagini dicono che il 53 per cento dei cittadini europei è disposto a farsi curare in altri Paesi Ue. E dunque perché non fare di Napoli e della Campania, territori ideale con strutture all’avanguardia e medici di livello internazionale, una capitale di questo settore che potrebbe anche dare nuovo slancio al Pil italiano”.

Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente Ordine dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli, aprendo il convegno “Turismo sanitario, opportunità di crescita sostenibile”, organizzato in collaborazione con la Fiddoc (Federazione italiana donne dottori commercialisti), presieduta da Antonella La Porta.

“Percepiamo che c’è una grande opportunità dalla quale non sono stati ancora registrati i relativi rendimenti, ma ci sono tutti i requisiti per ottenere ottimi risultati – ha evidenziato Antonio Merlino, presidente della Clinica Ruesch Napoli -.

Le strutture sanitarie del nostro territorio non hanno nulla da invidiare a quelle di altri Paesi, dobbiamo però creare un sistema intersettoriale che possa proporre servizi appetibili sul mercato internazionale. E dunque cure mediche, ma anche servizi di benessere nel senso più ampio possibile”.

Mario Russo, medico specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva, sottolinea: “Occorre aumentare l’informazione verso i pazienti che utilizzano il turismo medico sanitario del mondo.

Bisogna far sì che le nostre eccellenze vengano sempre più conosciute e facciano sistema tra loro. All’estero hanno avuto un’idea più chiara sul turismo sanitario, valorizzando le opportunità locali anche in Paesi senza enormi vantaggi dal punto di vista paesaggistico”.

Secondo Liliana Speranza, consigliere delegata Odcec Napoli, nei prossimi anni “gli stranieri potrebbero dare nuovo ossigeno alla nostra economia abbinando a mari, monti e città d’arte l’eccellenza delle cure made in Italy.

Dietro la ‘facciata sporca’ della malasanità ci sono medici e strutture che spesso all’estero ci invidiano, ma per essere competitivi bisogna agire con competenza ed organizzazione. La ‘caccia’ ai turisti della salute è già iniziata e la posta in gioco è altissima”.

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