Home Attualità Continua il lungo viaggio di Perrella nel mondo illecito dei rifiuti.

Continua il lungo viaggio di Perrella nel mondo illecito dei rifiuti.

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Dopo la consegna della valigetta con i “50mila euro” a Rory Oliviero in una piazza di Napoli, l’inchiesta sui rifiuti di Fanpage si sposta al Nord, e precisamente in Veneto.
Nella quinta parte dell’indagine, si parla di un impianto di riciclaggio veronese, dove alcuni rifiuti pericolosi sarebbero stati spacciati come semplice plastica. Con l’aiuto dell’ex boss pentito Nunzio Perrella, il quale con una telecamera nascosta è riuscito a documentare preoccupanti intrecci tra malaffare, politica e imprenditoria, soprattutto nel campo della gestione dei rifiuti. È qui che Perrella entra in contatto con quella che è stata ribattezzata la “Dama di Mezzo”. Si tratta di Maria Grazia Canuto, ex docente universitaria e moglie di un ufficiale dell’Esercito, che si presenta come intermediaria per una cordata di imprenditori nell’ambito di un grosso progetto industriale a Marghera e che chiede all’ex boss ben 2,8 milioni di euro per portare a termine l’operazione. “Questi sono soldi della camorra”, viene avvertita la donna, “sono soldi che vengono dalla camorra, droga”, addirittura un sequestro del 2004, tiene a precisare l’infiltrato di Fanpage, Nunzio Perrella. La donna non si scompone: “e che problema c’è?”. La consegna del denaro avverrà poi alla presenza della Dama di Mezzo e di un noto imprenditore del Nord-est all’interno di un trolley, in cui sono stati posizionati pacchi di pasta (paccheri) a loro insaputa. Inoltre nel quinto video online, un trafficante di rifiuti offre a Perrella un nuovo affare legato allo smaltimento, che viene ben illustrato da un nuovo personaggio, ribattezzato “il ragioniere”. Nell’impianto di riciclaggio, questi rifiuti sarebbero stati semplicemente avvolti nel cellophane, fatti uscire come plastica e indirizzati verso capannoni presi in affitto attraverso prestanome o società fittizie. In questi capannoni i rifiuti pericolosi sarebbero stati stoccati e abbandonati oppure bruciati.
Il piano, fortunatamente, non va in porto, perché le ditte a cui era stato inviato un camion con i rifiuti pericolosi spacciati come plastica viene respinto e rimandato a Verona dove il proprietario dell’impianto di riciclaggio si accorge del traffico occulto. L’affare per la malavita sfuma, ma il materiale raccolto  da Fanpage è stato inviato alla Procura a cui è stato denunciato tutto.

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