Home Calcio Due sorsi di Porto e la Juve espugna il Dragao

Due sorsi di Porto e la Juve espugna il Dragao

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Sbancato il campo di Oporto, dove storicamente hanno sofferto tutte le squadre Europee e dove la Juve ha giocato una partita magistrale approntando alla perfezione un piano gara impeccabile, si dirà che il Porto ha dovuto giocare in 10 per oltre 60 minuti; dopo i primi 5 minuti in realtà il canovaccio tattico era già delineato con i bianconeri che stavano anestetizzando la partita e da un momento all’altro sarebbero passati. Anzi, paradossalmente, l’espulsione ha complicato i piani, perché ha compattato i lusitani dietro la linea del pallone con la conseguenza di costringere la Juve a giocare uno contro uno negli ultimi 60 metri visto che il Porto lasciava la superiorità soltanto alla terza linea juventina, non andando in pressing sui due centrali Barzagli e Chiellini. Attorno al genio di Pjanic, che è sempre più la reincarnazione di Andrera Pirlo (ed in più il bosniaco corre parecchio), la Juventus ha ridotto la gara ad una salutare esercitazione di possesso palla contro la difesa schierata e qui si può e si deve migliorare. Più precisamente, in qualche frangente della gara, la circolazione della palla non è stata velocissima e perciò si è tardato ad aprire il gioco sugli esterni quell’attimo che bastava a consentire ai lusitani, schierati con un centrocampo a rombo, di coprire gli spazi. La scarsa vena di Cuadrado e Mandzukic è stata insieme causa ed effetto di tale stato di cose e anche Dybala, comunque molto positivo, può dare di più. L’argentino tatticamente è stato impeccabile perché ha immediatamente compreso che per essere determinante avrebbe dovuto arretrare il suo raggio d’azione e posizionarsi alla spalle dei mediani del Porto per fornire linee di passaggio utili a Pjanic e Khedira. Tuttavia, gli manca ancora qualcosa per essere quello che deve essere, cioè un giocatore devastante faccia alla porta. Ha giocato benissimo anche Alex Sandro, che ha la classe di Cabrini e la muscolatura di Mike Tyson. In definitiva si può tranquillamente affermare che la Juve è per distacco la squadra che meglio di ogni altra fa la fase difensiva, così come si può affermare che la sua rosa, molto ben assortita, non abbia nulla da invidiare alla rosa delle altre concorrenti del panorama europeo, in più, rispetto alle altre, può vantare un grande allenatore che dimostra lucidità e coraggio (e non solo per il “caso Bonucci”): basti ricordare Sturaro schierato in semifinale con il Real due anni fa o l’intuizione di predisporre questo tipo di modulo in modo di risolvere contemporaneamente tre aspetti: aumentare il potenziale offensivo, trovare la sistemazione a Pjanic e consentire a Khedira di giocare in un centrocampo strutturato conformemente alle sue abitudini; in più interpreta sempre alla grande le partite, azzeccando i cambi: l’esempio di stasera è quanto mai calzante!

Pagelle di Porto-Juventus
Il migliore della Juventus (7.5) Alex Sandro: l’ex gioiello del Porto incanta con le sue continue discese sulla fascia e confeziona un assist perfetto per il raddoppio di Dani Alves.
Il peggiore della Juventus (6) Chiellini: un po’ di nervosismo all’inizio e qualche incertezza, poi trova la quadratura del cerchio.
Il migliore del Porto (6.5) Brahimi: una punizione alta ad inizio partita, ma comunque tanto impegno.
Il peggiore del Porto Alex Telles (3): incassa due cartellini gialli evitabili per due leggerezze in un minuto, lasciando la propria squadra nei guai.

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