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Festa e bagno di folla per Luigi Di Maio nella sua Pomigliano d’Arco.

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Torna dove tutto è cominciato. Luigi Di Maio, candidato premier del Movimento 5 Stelle due giorni dopo la vittoria delle elezioni politiche, festeggia nella sua Pomigliano d’Arco.
Piazza gremita a Pomigliano d’Arco per l’arrivo di Luigi Di Maio, che ha deciso di festeggiare in casa il risultato del M5s alle elezioni politiche. Davanti ai concittadini raccolti in piazza Leone, Di Maio ha detto: “Stanno cercando o ad avvicinarci alla sinistra, altri alla destra. Ma se abbiamo vinto è proprio perché non apparteniamo a categorie che non esistono più: non siamo né di destra né di sinistra”.
Di Maio, ribadisce:”Io sentivo il bisogno di venirvi ad abbracciare subito perché qui si è fatta la storia. Vi posso assicurare che essere qui, vedervi ringraziare e regalare anche un sorriso a chi non ce l’ha fatto, c’era chi ci insultava, e noi gli abbiamo regalato un sorriso che sfonda il 60 %. Non serbiamo rancore, non è una partita di calcio”. Di Maio ha raccontato di aver iniziato il suo percorso politico proprio nella piazza di Pomigliano in cui è stato accolto: “Tutti mi deridevano perchè prendevamo il 3 % e io una cinquantinina di voti. Acerra, Volla, Pomigliano: tre tappe per mandare un messaggio anche alle altre forze politiche e al Colle sul risultato elettorale del M5S. Un Movimento capace di prendere il 64,7% in una città, come Acerra, dove a stento superava il 15%.
In tanti nella sua città lo hanno votato perché “è onesto, serio e mantiene la parola data”, ma anche perché stanchi della vecchia politica.
“Cacciateli, cacciateli”, gridano i residenti davanti a scritte come “fuoco ai politici”. Per loro, “Giggino è già presidente”. Nel suo collegio, quello di Pomigliano – Acerra, Di Maio ha vinto con il 63% delle preferenze, lasciandosi nettamente alle spalle il 20% di Vittorio Sgarbi, che in più riprese ha sfidato il candidato premier pentastellato con una campagna politica “sui generis”. “Porterò la grammatica come il prete porta la croce contro il demonio” aveva giurato il candidato del centrodestra che non sembra, però, trovare proseliti all’ombra del Vesuvio. Al contrario, in molti rimproverano al critico d’arte i toni eccessivi e lontani dai problemi delle persone.

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