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Pane con acqua di mare, dal Vesuvio la ricetta contro la siccità

Verdi: Può essere un simbolo del riscatto dell’area vesuviana dopo gli incendi

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“L’idea di preparare l’impasto del pane con l’acqua di mare va sostenuta perché, in questo modo, si riesce a ridurre l’uso dell’acqua potabile e si ottiene un prodotto che è anche ottimo per chi deve seguire diete povere di sodio e, sostanzialmente, per tutti visto che l’organizzazione mondiale della sanità ha più volte ricordato l’importanza di mangiare prodotti a basso contenuto di sodio”.

Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, partecipando alla presentazione dei primi pezzi di pane fatti con l’acqua di mare nel Panificio doc di San Sebastiano al Vesuvio dove il titolare, Domenico Filosa, presidente dell’Unipan, da mesi, sta portando avanti un progetto che coinvolge anche il Cnr che sta studiando metodi per l’uso alimentare dell’acqua di mare, insieme alla Steralmar di Bisceglie.

“Durante la lavorazione del pane viene utilizzata acqua di mare depurata, microbiologicamente pura, perché, prima di essere imbottigliata, subisce processi di decantazione, filtrazione, depurazione e sterilizzazione per eliminare microrganismi e garantire l’apporto di sali minerali come magnesio, calcio, potassio, fluoro e iodio” ha spiegato Filosa che ha offerto il primo pezzo di pane a Johanna, una turista tedesca diretta al cratere del Vesuvio”.

“Il pane all’acqua di mare può essere anche un simbolo di rinascita e rilancio dell’area vesuviana dopo i giorni drammatici degli incendi che hanno distrutto vaste aree dell’area del parco” ha aggiunto Borrelli per il quale “l’offerta delle eccellenza enogastronomiche campane si arricchisce ulteriormente grazie a questo prodotto”.

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