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Siria, scontro tra Stati Uniti e Russia.

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Tensione tra Usa e Russia a causa della guerra siriana. E’ stato un botta e risposta a suon di social, quello tra gli Usa e la Russia con Trump pronto a intervenire dopo le presunte bombe chimiche lanciate sui civili a Duma. Dopo il tweet di Donald Trump, che ha messo in guardia circa un imminente attacco missilistico in Siria.
“La Russia continua ad agire aggressivamente, spinta da anni di politica debole verso questa aggresssione. Questo ora è finito”. A pronunciare queste frasi è Mike Pompeo negli estratti delle dichiarazioni, diffuse dalla Casa Bianca, che farà davanti alla commissione esteri del Senato per la sua conferma a segretario di Stato Usa al posto di Rex Tillerson. “La strategia per la sicurezza nazionale di Trump, giustamente, ha identificato la Russia come un pericolo per il nostro Paese». Recita un estratto – L’obiettivo resta però quello di riuscire a scongiurare un conflitto: «La guerra è sempre l’ultima risorsa. Preferisco raggiungere gli obiettivi della politica estera del presidente con una diplomazia accanita piuttosto che mandare giovani uomini e donne in guerra». Intanto la premier britannica Theresa May ha ordinato di spostare i sottomarini nel raggio d’azione missilistico per un’eventuale attacco contro il regime siriano che potrebbe cominciare già nella tarda serata di oggi. Lo riporta il Daily Telegraph, secondo cui May, pur non avendo deciso di intervenire con gli alleati, sta facendo tutto il necessario per farsi trovare pronta.
Le minacce di Trump però, non sono affatto piaciute al governo siriano che, avrebbe definito “spericolate” e “avventate” le dichiarazioni americane. Attraverso un comunicato del ministro degli Esteri, diffuso dall’agenzia ufficiale Sana si legge che “il pretesto delle armi chimiche è evidentemente una scusa debole e non sostenuta da prove”. E che le “minacce americane mettono in pericolo la pace e la sicurezza internazionali”.
-Un governo americano, un Paese tra le macerie dopo anni di guerra civile, presunte armi chimiche di distruzione di massa e possibile scontro tra Usa e Russia con l’assenza consueta e irritante dell’Onu. La Siria è il nuovo Iraq e non è uno slogan pubblicitario ma è la cruda realtà di una situazione che in molti aspetti ricorda quella guerra iniziata da Bush contro Saddam in Iraq nel 2001; oggi è Assad, la Siria e in più c’è una Russia molto più potente di allora e in grado di rispondere colpo su colpo ad un eventuale attacco militare degli Stati Uniti di Donald Trump. Lo scontro definitivo si è tenuto a livello diplomatico in Consiglio Onu dove i veti incrociati di Usa e Russia hanno di fatto interrotto qualsiasi risoluzione in merito delle Nazioni Uniti per provare a fermare la folle corsa ai raid che si sta preparando nel Medio Oriente. «Donald Trump e Theresa May hanno condannato il feroce disprezzo del presidente siriano Assad per la vita umana e hanno concordato di non consentire che continui l’uso di armi chimiche», hanno fatto sapere ieri dalla Casa Bianca dopo lo scontro in Onu contro il rappresentante di Putin. Assieme alla Francia di un Macron improvvisamente guerrafondaio, il terzetto alleato è pronto a scaricare bombe su Damasco: il motivo lo sanno tutti, è quell’attacco chimico avvenuto a Duma e attribuito ad Assad. Il problema è che nessuno si è preoccupato di verificarlo realmente, con alcuni inviati di guerra che in queste ore stanno raccontando un’altra storia da quella “voluta” e “accettata” dall’opinione pubblica.

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