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“L’ergastolo e’ una pena di morte nascosta” ha dichiarato il Santo Padre durante un’udienza all’Associazione internazionale di Diritto penale. Ha continuato spiegando i motivi della sa affermazione: “le cosiddette esecuzioni extragiudiziali o extralegali sono omicidi deliberati commessi da alcuni Stati e dai loro agenti, spesso fatti passare come scontri con delinquenti o presentati come conseguenze indesiderate dell’uso ragionevole, necessario e proporzionale della forza per far applicare la legge”. “Tutti i cristiani e gli uomini di buona volonta’ – ha soggiunto – sono dunque chiamati oggi a lottare non solo per l’abolizione della pena di morte, legale o illegale che sia, e in tutte le sue forme, ma anche al fine di migliorare le condizioni carcerarie, nel rispetto della dignita’ umana delle persone private della liberta’”. “E questo – ha proseguito – io lo collego con l’ergastolo. In Vaticano, da poco tempo, nel Codice penale del Vaticano, non c’e’ piu’, l’ergastolo. L’ergastolo e’ una pena di morte nascosta”. Successivamente il Pontefice ha affrontato il tema delle “condizioni della carcerazione” e dei “carcerati senza condanna e i condannati senza giudizio”. “Queste non sono favole – ha evidenziato – voi lo sapete bene”.

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