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Il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, non è una data scelta a caso. E’ il ricordo di un brutale assassinio, avvenuto nel 1960 nella Repubblica Dominicana, ai tempi del dittatore Trujillo. Tre sorelle, di cognome Mirabal, considerate rivoluzionarie, furono torturate, massacrate, strangolate. Buttando i loro corpi in un burrone venne simulato un incidente. Non sempre, non ovunque, le cose sono cambiate da quel giorno: basti pensare alle bambine dell’India che quasi ogni giorno vengono stuprate e uccise, ma anche a casa nostra, dove la violenza contro le donne è spesso nascosta in ambito domestico.

In Italia fino ad oggi 25 novembre,104 Donne sono morte per mano di che diceva di amarle, sempre in Italia 3 donne su 4 hanno subito violenze da parte del proprio partner e /o familiare.  In vista delle celebrazioni di oggi, il Senato ha approvato all’unanimità l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere. I nomi delle 104 vittime saranno proiettati sulla facciata di Palazzo Chigi illuminato di rosso. Da Guglielmina, soffocata dal marito il 6 gennaio, a Vera, accoltellata a morte dall’ex soltanto quattro giorni fa.

Il presidente Sergio Mattarella si è espresso cosi stamattina “La violenza contro le donne è una aperta violazione dei diritti umani, purtroppo diffusa senza distinzioni geografiche, generazionali, sociali. Negli ultimi decenni sono stati compiuti sforzi significativi per riconoscerla, eliminarla e prevenirla in tutte le sue forme. Tuttavia, per troppe donne, il diritto ad una vita libera dalla violenza non è ancora una realtà. Le cronache quotidiane ne danno triste testimonianza e ci ricordano che ci sono Paesi dove anche chi denuncia è oggetto di gravi ed estese forme di repressione. Porre fine alla violenza contro le donne, riconoscerne la capacità di autodeterminazione sono questioni che interpellano la libertà di tutti. Denunciare è un atto che richiede coraggio. Un’azione efficace per sradicare la violenza contro le donne deve basarsi sulla diffusione della prevenzione delle cause strutturali del fenomeno e su una cultura del rispetto che investa sulle generazioni più giovani, attraverso l’educazione all’eguaglianza, al rispetto reciproco, al rifiuto di ogni forma di sopraffazione “.

Anche il primo presidente Donna del Governo Italiano Giorgia Meloni esprime in un tweet la sua opinione sulla violenza contro le donne, affermando che il suo governo è in prima linea per combattere la violenza sulle donne e sulla terribile piaga del femminicidio. Lo si deve alle tante vittime, spesso senza giustizia, e a chi ancora oggi subisce questa barbarie.

Purtroppo i femminicidi e le violenze contro le donne non sono problemi legati solo all’Italia ma sono diffusi in tutto il mondo, ci sono nazioni dove la vita stessa della Donna non conta nulla ed è in balia prima del padre padrone e poi del marito padrone, per queste donne si è fatto troppo poco in questi anni, non possiamo più permettere barbarie come l’infibulazione o le spose bambine dobbiamo ribellarci tutti e tutte e non pensare quello è un altro mondo, siamo state/i tutte/i solidali con le manifestazioni iraniane e la loro lotta contro il regime continuiamo a farlo e lottiamo anche per quella vicina, amica, parente che magari subisce violenza dal proprio compagno e non sa come reagire non voltiamoci dall’altra parte, sosteniamola.

“Dichiariamo con orgoglio ‘siamo tutti femministi’“. Lo scrive in un tweet in occasione della Giornata internazionale per porre fine alla violenza contro le donne il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. “Prendiamo posizione e alziamo la voce a sostegno dei diritti delle donne”.

Il tweet di Papa Bergoglio “Esercitare violenza contro una donna o sfruttarla non è un semplice reato, è un crimine che distrugge l’armonia, la poesia e la bellezza che Dio ha voluto dare al mondo”.

La giornalista Rula Jebreal twitta invece gli insulti degli haters ricevuti in prima persona e non per ricordarci che anche questa è violenza che anche quella virtuale miete vittime soprattutto tra le più giovani.

Siamo donne 365 giorni l’anno non solo il 25 novembre e per 364 giorni spesso il mondo che ci circonda sembra indifferente al nostro grido silenzioso d’aiuto, si perché le donne che soffrono non urlano o se lo fanno le leggi non le tutelano abbastanza.

Le donne iraniane hanno coniato uno slogan ripetiamolo tutte e tutti per non permettere più al lato peggiore dell’essere umano di averla vinta “Donne, vita, libertà”.

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