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A proposito di Torino, i 5 Stelle vogliono convincere la sindaca uscente Appendino a ripresentarsi. La cronaca di Annalisa Cuzzocrea per Repubblica.

«I vertici del Movimento 5 stelle non credono fino in fondo alla volontà di Chiara Appendino di non volersi ricandidare alla guida della sua città. «Se davvero fosse così – è la domanda che rimbalza da un telefono all’altro – perché quei post sui social, perché quel video sui 5 anni in cui rivendica il lavoro fatto e continua a chiedere continuità?». «La strada è tracciata, c’è bisogno ancora delle competenze e delle energie di ciascuno di noi», dice una sorridente sindaca di Torino – il vestito blu, la gravidanza che comincia a intravedersi – attraverso la sua pagina Facebook dopo aver raccontato, mostrando il prima e il dopo, alcuni di quelli che considera i maggiori successi della sua giunta. Gli sgomberi di situazioni molto difficili, i nuovi bus, le telecamere in arrivo nelle piazze più pericolose, le piste ciclabili in vie un tempo dedicate solo alle auto, gli Atp del tennis strappati ad altre città europee. Quel video sapientemente montato Luigi Di Maio lo ha rilanciato con una postilla che è insieme un’investitura e una richiesta: «A questa esperienza si deve dare continuità, da certi traguardi non si può tornare indietro. Il tuo lavoro è sotto gli occhi di tutti e noi sosteniamo la tua azione amministrativa con la massima convinzione. Forza». È quindi il ministro degli Esteri a uscire allo scoperto e a dire quello che Giuseppe Conte, Roberto Fico, Stefano Patuanelli, hanno già detto nelle loro telefonate private alla sindaca. Sentendosi rispondere che lei non ha nessun timore della competizione elettorale. Il problema è piuttosto giudiziario: le condanne a un anno e sei mesi di detenzione per i fatti di piazza San Carlo e ad altri sei mesi per falso ideologico, nel processo Ream riguardo al bilancio del suo primo anno da sindaca, riguardano per ora solo il primo grado di giudizio. Ma il totale della pena, 24 mesi, fa sì che anche un’altra piccola condanna farebbe perdere a Chiara Appendino la possibilità di godere della condizionale. Insomma, rischierebbe il carcere. Su questo, contro norme che lasciano i sindaci soli a rispondere di enormi responsabilità, ci sarà una manifestazione dei primi cittadini di tutt’ Italia il 7 luglio. Ma a leggi vigenti, il rischio è molto alto. Nonostante questo, nel Movimento 5 stelle si fanno ragionamenti di altro tipo. A Torino nessuno, nel centrosinistra o comunque tra Pd e 5 stelle, ha ancora un candidato forte. Stefano Lo Russo ha vinto legittimamente le primarie, ma con numeri molto bassi e con un distacco molto piccolo dal secondo arrivato. I 5 stelle non hanno nomi di rilievo da proporre. La partita – vista dalla parte del nuovo M5S di Giuseppe Conte – sarebbe ancora aperta all’ipotesi di un candidato comune. «E se a Chiara lo chiedesse il Pd – è il ragionamento – come potrebbe sottrarsi ancora?». Vista dal Nazareno, siamo nel campo dell’improbabilità. Anche se il tentativo di candidature comuni anche nei luoghi più complicati va avanti con pervicacia, basta guardare alla Calabria. E quindi, il ministro degli Esteri ha lanciato un sasso nel campo del Pd per capire se ancora qualcosa si può muovere per contrastare un candidato di centrodestra che può andare a pescare, e sta già cercando di farlo, nel voto moderato che al ballottaggio di cinque anni fa aveva deciso di punire il Pd e di premiare il nuovo, rappresentato allora dai 5 stelle».