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Gianluca Vialli è morto oggi, 6 gennaio, a Londra a causa di un cancro al pancreas contro il quale combatteva dal 2017.

Un ulteriore lutto per il mondo del calcio, dopo la morte di Sinisa Mihajlovic e Pelé, oggi a Londra si è spento un altro grande campione. L’ex attaccante di Cremonese, Samp, Juve e Chelsea aveva 58 anni, ed erano anni che oramai combatteva contro quel terribile tumore, apparentemente sconfitto ma poi ricomparso. Proprio qualche giorno fa, Vialli aveva affermato di voler dimettersi da tutti i suoi ruoli e abbandonare la carriera professionale per «utilizzare tutte le energie psico-fisiche per aiutare il mio corpo a superare questa fase della malattia». Tutto inutile, la morte è sopraggiunta prima dello sforzo. La notizia ha fatto il giro del mondo e sui social non sono tardate ad arrivare le dediche per ricordare il «Capitano per sempre».

In 19 anni di carriera, che lo hanno visto impegnato tra Serie A, Premier e coppe europee, Vialli ha giocato 673 gare, segnando 259 gol. La prima grande soddisfazione nel 1991, con la vittoria dello Scudetto alla Samp. Successo importante, accompagnato da ulteriori conquiste che hanno caratterizzato la sua carriera: la conquista di tre Coppa Italia (1985, 1988 e 1989) e della Coppa delle Coppe (nel 1990), la Supercoppa italiana (nel 1991), la Coppa Uefa vinta con la maglia della Juve (nel 1993). Nel 1995 nella stessa squadra vinse Scudetto, Coppa Italia e Supercoppa, fino ad alzare la coppa della Champions League l’anno seguente battendo L’Ajax ai calci di rigore. In Inghilterra, al Chelsea, arrivarono 4 titoli in 3 anni: la Coppa d’Inghilterra nel 1997 e nel 1998; la Coppa di Lega e la Supercoppa europea. Ritiratosi dal campo, decise di intraprendere la carriera di allenatore al Chelsea e al Watford, e nel 2019 accettò la proposta dell’amico Roberto Mancini diventando membro della panchina della Nazionale Italiana in qualità di dirigente e consigliere. Ebbe la gioia di vedere gli Azzurri vincere l’europeo nel 2021, accompagnato al contempo dall’amarezza del peggioramento della malattia e dalla paura della morte.

«In sua memoria sarà osservato un minuto di raccoglimento prima di tutte le gare in programma nel week end». Questa la decisione della Figc in segno di rispetto nei confronti del Capitano per sempre.

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