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Il presidente del Consiglio Mario Draghi ieri era ad Amatrice per i cinque anni dal terremoto. La cronaca di Pino Ciociola per Avvenire.

«È rimasto in piedi soltanto un muro di quella casa ad Amatrice. C’è un attaccapanni, in alto, doveva essere il secondo piano. E chissà quel giaccone, dopo cinque anni di vento e neve, sole e pioggia, come possa essere ancora appeso lì. Le note del Silenzio graffiano il cuore, mentre il premier Mario Draghi lascia una corona di fiori sotto il monumento che ad Amatrice ricorda i suoi morti, che vicino ha alcune loro fotografie. È un 24 agosto «diverso dai precedenti – secondo il vicesindaco Massino Bufacchi -, per la prima volta dal terremoto, forse, la nostra tristezza profonda è stata accompagnata da una sensazione di speranza», perché, dice il vescovo, monsignor Domenico Pompili, «si comincia finalmente ad intuire che la ricostruzione, dopo ritardi ed incertezze, è finalmente avviata». Draghi incontra alcuni familiari delle vittime e spiega che lo Stato «è loro vicino». Spiega che in passato c’è stata troppa lentezza, «ma adesso la situazione è diversa», la ricostruzione «sta procedendo più velocemente». Garantisce che il governo ha dato «grande importanza alla rapidità degli interventi per la ricostruzione e lo sviluppo delle aree terremotate». Chiude assicurando che le risorse «ci sono e sono disponibili». In particolare, aggiunge più tardi una nota di Palazzo Chigi, «un’apposita linea di investimento – del valore di 1,78 miliardi di euro, nell’ambito del Piano complementare al Pnrr». E poi c’è la norma del Dl semplificazioni che «garantisce per questi interventi una governance unitaria multilivello». Il quinto anniversario inizia di notte, con la veglia che culmina alle 3 e 36, l’ora in cui mezzo Centro Italia venne sbattuto e distrutto e si leggono i nomi delle 299 persone uccise dal terremoto. Alle dieci atterra l’elicottero con Draghi, visita il centro storico accompagnato dal vicesindaco Bufacchi e dal Commissario straordinario Legnini. Poi raggiunge quel monumento, incontra i parenti, infine assiste alla Messa celebrata dal vescovo Pompili nel campo sportivo amatriciano. Di nuovo Bufacchi: «Volevo ringraziare il premier Draghi per la sua presenza che ha un alto valore simbolico – fa poi sapere -. Gli ho chiesto di aiutarci a far crescere l’economia locale». Le emozioni di Gianbattista Paganelli, assessore comunale di Amatrice alle Politiche sociali, sono «belle e brutte, positive e negative». Colpisce – racconta – «la lentezza con la quale siamo andati avanti finora. Però finalmente siamo riusciti andare un impulso alla ricostruzione». Certo, «non si può dire che si è ripartiti e adesso si ricostruisca tutto subito, credo ci vorranno sette, otto anni. Non servono i voli pindarici, serve restare a lavorare a testa bassa». A proposito: «Bisogna ricostruire la città, il centro, i luoghi vitali – dice il Commissario Legnini -. Alcune strutture sono state realizzate come il teatro e lo spazio circostante donato dalla Croce rossa e altri spazi. Ma il luogo della comunità è quello della città, se non si ricostruisce la città…». La Caritas italiana sottolinea che «queste comunità, messe a dura prova anche dalla pandemia, hanno sempre sollecitato le istituzioni nella attuazione di prassi amministrative sostenibili che non rendessero vana la loro ‘resistenza’, consentendo l’effettivo avvio della fase della ricostruzione di case, strade, servizi». E ricorda che che le «Chiese locali, attraverso l’operatività delle Caritas diocesane, continuano la lettura dei territori e dei fenomeni che li caratterizzano, promuovendo iniziative che mirano a ricostruire il tessuto comunitario anche attraverso strumenti di progettazione innovativa e partecipata». E mentre l’ex sindaco Sergio Pirozzi consegna a Draghi «un dossier sulla reale possibilità che la criminalità posso mettere le mani su una torta da 500 milioni di euro», il presidente dell’Autorità anticorruzione, Giuseppe Busia, rende noto che «per evitare infiltrazioni criminose e malavitose nella ricostruzione post terremoto», l’Anac «ha affiancato proficuamente e intensamente i progetti, gli interventi pubblici e gli appalti portati avanti dal Commissario». E le procedure di gara «sono state verificate preventivamente da Anac».».