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Anonymous ha rivendicato l’azione su Twitter rilasciando 10 GB di dati della società svizzera, affermando “Questa è una rappresaglia del collettivo per aver continuato l’attività dell’azienda in Russia”. L’azione è accompagnata dall’hashtag #BoycottNestlè. E’ arrivata allo scadere delle 48 ore che il collettivo aveva dato alla società per lasciare la Russia.

La Nestlé però nelle scorse ore aveva avuto una presa di posizione, affermando: «Abbiamo significativamente ridotto le nostre attività in Russia: abbiamo fermato tutto l’import e l’export dalla Russia, ad eccezione dei prodotti essenziali. Non facciamo più investimenti né pubblicizziamo i nostri prodotti. Non facciamo profitti dalle nostre restanti attività. Il fatto che, come altre società alimentari, riforniamo la popolazione con importanti alimenti non significa che continuiamo come prima», ha dichiarato un portavoce di Nestlé, che ha continuato anche parlando del loro supporto in Ucraina: «Sosteniamo tutti gli sforzi per mettere fini alla guerra e ritornare alla pace nella regione. Stiamo facendo il possibile in Ucraina e nei Paesi vicini per aiutare ad alleviare questa catastrofe umanitaria. I nostri colleghi in Ucraina stanno facendo tutto quello che possono per aiutare la popolazione con donazioni di cibo. Siamo una delle poche aziende alimentari attive in Ucraina e in alcuni casi riusciamo persino a distribuire cibo a Kharkiv».

Non è la prima azione dimostrativa di Anonymous. Il collettivo di attivisti da quando è iniziata la guerra ha attaccato siti governativi di Mosca, hackerato telecamere e stampanti per inviare messaggi informativi sull’invasione e far sapere ai cittadini cosa accade in Ucraina. Per superare la censura, nei giorni scorsi un gruppo legato ad Anonymous, Squad303, ha messo online un sito che si chiama ‘1920.in‘ che permette di mandare sms ai cittadini russi, anche in anonimato, che informano sulla guerra: secondo il collettivo ne sono stati inviati oltre 20 milioni.

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