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Bassolino si candida a sindaco di Napoli, il PD è ostile. Con un post su facebook Bassolino poco dopo il giuramento di Draghi pronuncia queste parole:

“Mi candido a Sindaco di Napoli. Fare il Sindaco è stata l’esperienza più importante della mia vita e sento il dovere di mettermi al servizio della città: con la passione di sempre e con la testa rivolta in avanti. Napoli, prima di tutto, prima di ogni interesse di parte.

Siamo dentro una crisi senza precedenti. Si apre una fase nuova per il Paese e a Napoli serve una svolta, in primo luogo sul piano economico-sociale e civile. È difficile ma è possibile, con l’impegno di tutti: quando vogliamo e si crea il giusto clima di collaborazione sappiamo fare come e meglio di altri. È dunque fondamentale chiamare a raccolta le forze migliori e valorizzare le energie giovani: è nelle loro mani il nostro futuro”.

Bassolino, 73 anni, è stato due volte sindaco di Napoli negli anni Novanta, il primo eletto col sistema diretto. Poi per due volte è stato presidente della Regione Campania. Nel 1999 Bassolino fu ministro del lavoro nel governo D’Alema e visse un momento tragico nel 1999 a Roma, le Brigate Rosse per la Costruzione del Partito Combattente ammazzarono Massimo D’Antona suo consigliere legislativo. Oggi pur gravitando nel centrosinistra, non è iscritto a Partito Democratico. Oggi guida la fondazione sud, in cui promuove incontri e dibattiti a sfondo politico e meridionalista. La sua idea è quella di voler far qualcosa per Napoli. La sua immagine ed il suo nome sono stati legati per anni al dramma, dell’emergenza rifiuti in Campania.

 

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