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Il G7 con Zelensky “fino alla fine”. Mosca potrebbe cadere in inverno. Domani inizia il vertice Nato. Tormenti nel centro destra. Grillo smonta Conte. Letta pensa al Nuovo Ulivo. Addio a Del Vecchio

Mentre i grandi della terra ascoltavano Volodymyr Zelensky, intervenuto al secondo giorno del G7, un razzo russo ha colpito ieri un centro commerciale in una città lontana dal fronte e mai finora convolta nel conflitto: Kremenchuk, nel centro dell’Ucraina. Dentro l’edificio c’erano un migliaio di civili. Zelensky, da parte sua, ha ottenuto l’appoggio incondizionato dei 7 che aveva chiesto il presidente americano Joe Biden, “fino alla fine” delle ostilità. Fine del conflitto che lo stesso presidente ucraino ha stimato potrebbe arrivare in inverno. Ce la farà l’Europa a reggere, fino ad allora, dal punto di vista economico ed energetico? Per ora nulla ha ottenuto Mario Draghi, per calmierare i prezzi dell’energia, se non un allargamento generico nel documento finale a tutti gli “idrocarburi russi”, non solo dunque al petrolio, ma anche al gas. Vedremo. Lo sforzo americano è comunque quello di convincere gli alleati europei a on mollare “fino alla fine”. Come ha sintetizzato il Corriere, la conclusione di Biden è stata: vedete, dobbiamo reggere ancora qualche mese e Putin sarà sconfitto. Il negoziato è giudicato ingiusto e impraticabile, allo stato. Ecco perché il vertice della Nato che inizia domani a Madrid rischia di essere “storico”, nel senso che, come ha anticipato il segretario Jen Stoltenberg, potrebbe decidere il più grande riarmo dell’Alleanza, dai tempi della guerra fredda. Il grande Henry Kissinger, dai suoi 99 anni, ha grandi obiezioni su questa linea strategica. Obiezioni inascoltate.

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