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Il mondo si interroga sull’attentato di Mosca alla figlia di Dugin. Mentre Kiev teme la rapprsesaglia russa. Oggi si chiudono le liste. Ceccanti ripescato, Tremonti con FdI. Al Meeting Zuppi superstar

Il mondo guarda a Mosca con preoccupazione. L’attentato dinamitardo in cui ha perso la figlia del filosofo e politico russo Aleksandr Dugin, Darya Dugina, provoca un’accelerazione inaspettata sullo scenario di guerra. Mosca accusa gli ucraini. Mentre Kiev, respingendo le accuse, di fatto allude ai partigiani russi anti-Putin. Oggi Guido Olimpio sul Corriere si chiede se sia stata un’azione pilotata dall’estero o l’esito di un conflitto all’interno del Cremlino. Tutti ricordano le perplessità espresse pubblicamente dall’allora capo dei servizi segreti di Mosca alla vigilia dell’invasione, di fronte a Vladimir Putin. E molti hanno notato una serie di attentati incendiari in Russia che non hanno finora avuto una spiegazione chiara. Ora però si attende la rappresaglia russa, che sicuramente ci sarà. Tra l’altro domani è la festa della Bandiera dell’Ucraina, e dopodomani sempre a Kiev, è la festa dell’Indipendenza dall’Unione Sovietica. Il doppio appuntamento coincide poi con la data dell’invasione russa 6 mesi fa, il che fa temere Volodymyr Zelensky. Dugin è un personaggio chiave dello scenario russo. Estremista rosso-bruno ha fondato un partito nazional-bolscevico iper minoritario, ma, come spiega bene Anna Zafesova sulla Stampa, ha recentemente conquistato la fiducia di Putin con la sua ideologia euroasiatica.

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