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Ebbene sì, i supporters dei Brangelina non avrebbero mai voluto accadesse, ma Brad Pitt ha dimenticato la sua ex Angelina Jolie. Dopo il divorzio ufficiale degli sposi giorni, l’attore statunitense starebbe uscendo con un’altra donna, e non è né un’attrice né una donna di spettacolo, anche se altrettanto carismatica. Si chiama Neri Oxman, ha 43 anni ed è architetto professoressa al MIT (tra le università più prestigiose al mondo).

Lo scoop, riportato dal tabloid newyorkese Page Six, narra che l’interesse tra i due sarebbe nato a causa della passione comune per l’architettura. Infatti, Pitt e la Oxman si sarebbero conosciuti proprio grazie ad un progetto di architettura sostenuto dal MIT. Nonostante alcune fonti parlassero di una semplice amicizia professionale, molti hanno iniziato a sospettare che i due avessero un rapporto più intimo.
Le indiscrezioni sulla loro liason sono state confermate da una visita di Pitt al suo laboratorio, come documentato da una foto postata su Instagram dagli alunni della professoressa.

In questa foto la Oxman non c’è, ma sarebbe stato diffuso un altro scatto insieme a lei (poi prontamente rimosso).Varie fonti affermano che l’attore avrebbe da subito nutrito interesse e si sarebbe mostrato propenso a conoscere meglio l’architetto. Neanche le fonti anonime, però, parlano di una vera e propria frequentazione. Data la popolarità dell’attore, una volta rilasciate le indiscrezioni, la notizia ha subito avuto un’enorme cassa di risonanza.La Oxman è reduce da un matrimonio con un compositore argentino conclusosi nel 2016. La donna è un’artista e le sue opere sono esposte in numerosi musei tra cui il MoMA e il Centres George Pompidou di Parigi.

Proprio durante la Deisgn Week 2017 di Milano la Oxman avrebbe risposto ad una domanda sulla preponderanza di uomini nel mondo dell’architettura così: “È un fenomeno che si spiega con il fatto di percepire i Brad Pitt e i George Clooney come icone: è figlio della natura umana, che tende a idolatrare gli stereotipi. Tali singolarità sono utili alla comune percezione dell’eroismo. Non è un’osservazione vera solo per l’architettura: vale anche nel mondo musicale, per le donne che lavorano a teatro, per le registe: non è solo dunque una malattia della professione di architetto, è un fenotipo della cultura umana e deriva da come sviluppiamo stereotipi e percezioni”.

Curioso il destino?

 

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