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Tra i nodi maggiori rimasti irrisolti nel vertice di centrodestra sulle amministrative d’autunno che si è svolto Mercoledì, la candidatura di Catello Maresca a sindaco di Napoli è forse il più grande. Si sa che per quanto i candidati siano civici, avranno comunque alle spalle i partiti. Nel caso del magistrato napoletano invece, proprio sul punto si innesta la vessata questio. Fin dai primi giorni in cui ha deciso di correre per la poltrona di palazzo San Giacomo, l’ex Pm anticamorra ha parlato di un progetto “civico, totalmente e autenticamente civico” e di non appartenere a nessuna area politica, continuando a ripetere che non è di destra né di sinistra, anche se non ha mai chiuso, di fatto, la porta ai partiti. E anche se Maresca qualche giorno fa aveva fatto un vero e proprio “corteggiamento” a Berlusconi, definendolo “grande imprenditore” e sostenendo che “il paese ha ancora bisogno di una persona come lui in prima linea”, dalla riunione del centrodestra non è venuta fuori la tanto attesa fumata bianca su Napoli: bisogna capire se Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, potrebbero ‘accontentarsi’ di proporre delle liste senza nomi e simboli ma solo con i loro candidati.