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Nel Bicentenario della morte di Antonio Canova viene ritrovata la “Maddalena giacente” realizzata dal maestro neoclassico negli ultimi anni di vita: passata di mano in mano se ne erano perse le tracce e la paternità, da una coppia di coniugi inglesi.

Era stata comprata vent’anni fa da una coppia di inglesi, appassionati di arte, a un’asta di statue da giardino per 5.179 sterline, più o meno seimila euro. E tale doveva essere la sua destinazione: abbellire con le sue gentili forme e la delicatezza del marmo un angolo del loro giardino. Solo che quell’opera è un autentico capolavoro: si tratta infatti della Maddalena giacente realizzata da Antonio Canova, che il maestro del neoclassicismo realizzò negli anni Venti dell’Ottocento e di cui si erano perse le tracce da tempo. La storia è stata raccontata ora dalla casa d’aste Christie’s che si appresta a battere all’asta la scultura il prossimo luglio per un valore stimato tra i 5 e gli 8 milioni di sterline (tra i 6 e i 9,5 milioni di euro). Per Mario Guderzo, grande studioso di Canova, già direttore della Gipsoteca e del Museo Antonio Canova di Possagno e del Museo Biblioteca Archivio di Bassano del Grappa, “è un miracolo che la Maddalena giacente, eccezionale capolavoro di Antonio Canova a lungo perduto, sia stato ritrovato 200 anni dopo il suo completamento”. Commissionata nel 1819 dall’allora ministro inglese Robert Jenkinson, secondo conte di Liverpool, per 1.200 ghinee (una cifra che oggi corrisponderebbe a 13mila euro), la statua è uno degli ultimi lavori del grande scultore neoclassico, realizzata proprio negli ultimi anni della sua attività artistica: Canova sarebbe scomparso infatti nel 1822. Dopo la morte del politico inglese nel 1828, il fratello la mise all’asta nel 1852. Da allora l’opera è passata di mano in mano fino a quando se ne sono perse le tracce e la paternità dell’autore fu dimenticata tanto da essere catalogata solo come “figura classica”, senza altra attribuzione, quando fu venduta all’asta nel 1938. E tale rimase, una statua anonima, fino al 2002 quando fu acquistata fortuitamente dagli attuali proprietari che, colpiti dalla particolare bellezza dell’opera, si sono convinti a contattare un esperto d’arte. Ora proprio in merito all’attribuzione, il direttore del dipartimento internazionale di scultura di Christie’s, Donald Johnston, ha confermato alla Reuters che “il viso è assolutamente tipico di Canova ma ci sono anche altri elementi“. Per esempio: “la maniera in cui sono realizzati i piedi, le mani, il modo in cui le dita hanno una sorta di dolce curva… Sono molto tipici di Canova“. Il capolavoro è stato esposto nelle sedi di Christie’s a Londra sabato 19 e domenica 20 marzo, per passare poi a New York (8-13 aprile), a Hong Kong (27 maggio -1° giugno) e tornare infine per tre settimane nella capitale inglese a giugno.

 

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