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Proteste a Bruxelles fin sotto la sede della Ue: lacrimogeni e feriti nella marcia dei 35 mila contro le restrizioni. Francesca Basso per il Corriere.

«La quarta ondata di Covid e le nuove misure restrittive adottate o annunciate dai diversi Paesi Ue per cercare di contenere il diffondersi del coronavirus hanno scatenato proteste in tutta Europa. A Bruxelles hanno manifestato in 35 mila sotto lo slogan «Insieme per la libertà». Nel pomeriggio la manifestazione è degenerata con lanci di oggetti contro gli agenti, cui è seguito l’uso di idranti e gas lacrimogeni da parte della polizia. Un gruppo di manifestanti ha raggiunto anche il quartiere europeo, dove si trova la sede della Commissione Ue. Il sindaco di Bruxelles, Philippe Close, ha condannato «fermamente i facinorosi», dando «istruzioni per effettuare arresti e analizzare i video». Il bilancio finale è di 44 arresti e di tre poliziotti feriti, secondo la portavoce della polizia di Bruxelles-Ixelles Ilse Van de keere. Sei auto della polizia sono state danneggiate, uno scooter bruciato, cui si aggiungono danni anche nel centro della città. Gli organizzatori della manifestazione hanno spiegato in un comunicato che sono contro «le misure restrittive della libertà, che non hanno costituito una soluzione strutturale per l’assistenza sanitaria» e hanno preso le distanze dalle violenze avvenute. In Belgio per l’accesso ai locali pubblici, bar e ristoranti è necessario il certificato Covid. Inoltre mercoledì scorso ci sono state nuove misure restrittive: telelavoro obbligatorio per quattro giorni a settimana da sabato scorso fino al 13 dicembre, mascherina obbligatoria negli spazi chiusi a partire dai 10 anni, ma non a scuola dove potranno essere stabilite altre regole, e all’esterno per gli eventi con concentrazione di persone, come i mercatini di Natale. Invito a ricorrere alla terza dose di vaccino, disponibile per tutti fin da subito sino a marzo-aprile. Misure richieste, come ha spiegato il Comitato di concertazione, dalla situazione in peggioramento: «Il numero di infezioni, ricoveri ospedalieri e il numero di pazienti in terapia intensiva – ha detto – è quasi raddoppiato nelle ultime due settimane». Nell’ultima settimana il Belgio ha registrato il record di casi da un anno, con una media di quasi 10.300 al giorno e il tasso di occupazione dei posti letto in ospedale ai massimi da maggio. Sono proseguite le proteste anche in Olanda con disordini che hanno portato le forze dell’ordine a usare cannoni ad acqua, cani poliziotto e agenti a cavallo per bloccare i dimostranti, che hanno appiccato incendi e lanciato pietre. La situazione di maggiore tensione è stata registrata all’Aia con cinque manifestanti feriti e 19 fermati. A Rotterdam gli arrestati sono stati 51, la metà dei quali minorenni. Altri disordini sono stati registrati in due città nella provincia meridionale di Limburg, nella città di Urk e nella provincia settentrionale di Flevoland. Tra sabato e domenica si sono tenute proteste contro le misure restrittive anche in Croazia, Irlanda del Nord, Svizzera e Austria, dove da oggi entrerà in vigore un nuovo lockdown. Invece in Germania, di fronte all’impennata dei contagi e il basso tasso di vaccinazione anti Covid fermo al 68%, i politici stanno discutendo se rendere l’immunizzazione obbligatoria come deciso da Vienna. Anche la Grecia sta cercando di convincere i non vaccinati. Il primo ministro Kyriakos Mitsotakis ha annunciato una serie di nuove restrizioni per chi non è immunizzato: divieto di ingressi nei bar, ristoranti, cinema, teatri, musei e palestre, anche con test negativo. Giro di vite pure in Slovenia, dove da oggi chi non è vaccinato non avrà accesso a negozi e centri commerciali non essenziali e non potrà partecipare a qualsiasi evento pubblico, e gli sarà richiesto di fare il test due volte a settimana solo per andare al lavoro.».

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