Sponsor by

Il leader della lega è protagonista di un altro evento di politica internazionale non propriamente politico, l’Ucraina ha emesso il Daspo per Matteo Salvini, considerato politico non gradito dopo le parole dette nel 2014 sul referendum per l’annessione della Crimea alla Russia. Dopo la dura contestazione subita in Polonia a Przemysl, Matteo Salvini torna a fare i conti con le accuse di essere filo-putiniano. A rivolgergliele, questa volta, è direttamente l’Ucraina che ha deciso di emettere un Daspo nei confronti del leader della Lega, considerato un politico non gradito per gli anni a venire. A svelare la decisione dell’Ucraina di dare il Daspo a Matteo Salvini è stata il quotidiano “La Repubblica”. Il quotidiano ha infatti svelato che il governo di Kiev ha emesso l’ordinanza nei confronti dell’ex ministro italiano perché considerato filo-putiniano. Alla base della decisione ci sarebbero dei gesti che lo stesso Salvini avrebbe fatto a favore dell’inquilino del Cremlino. Se a Przemysl, a inizio mese, Salvini è stato contestato dal sindaco della cittadina polacca con la maglia di Putin che lo stesso leader della Lega aveva indossato al Parlamento europeo, in Ucraina rinfacciano al politico la posizione presa nel 2014 in occasione del referendum per l’annessione della Crimea alla Russia. Nell’ottobre di quell’anno, giunto a Sebastopoli, Salvini pubblicò un video in cui definì “regolare e libero” il referendum contestato da Ue e Nato. Le parole del leader del Carroccio, a otto anni di distanza, non sono state dimenticate da Kiev e dintorni che non consentiranno a Salvini l’ingresso nel Paese in futuro. Il Daspo a Matteo Salvini non è però il primo comminato dall’Ucraina a un politico italiano di spicco. Nel 2015, era stato Silvio Berlusconi a finire nella lista nera dei politici non graditi, all’Ucraina. In quell’occasione il Cavaliere venne interdetto dall’ingresso in Ucraina per tre anni, con l’accusa di essere troppo amico di Putin. L’esecutivo ucraino, allora guidato da Porošenko, giustificò la decisione come protezione “degli interessi della sicurezza nazionale”. Daspo, tanti politici italiani non graditi La lista nera dei politici italiani sgraditi all’Ucraina è lunga. Come sottolineato da Repubblica si tratta principalmente di uomini della destra o della Lega che nel corso degli anni hanno preso posizione sulla Crimea. Tra questi Edoardo Rixi, Manuel Vescovi, Jari Colla e il presidente del consiglio regionale veneto Roberto Ciambetti.  Tra i nomi figurano anche quelli di Gianluca Savoini, che è stato a lungo l’uomo-cerniera di Salvini con la Russia, così come quello di Vito Comencini, che con la guerra in corso ha tentato di raggiungere il Donbass.

Sponsor by