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La proposta di Dazn di 840 milioni di euro a stagione sembra essere la scelta, anche perché economicamente più vantaggiosa.

La società avrebbe inoltre anche rassicurato sullo stato della rete italiana, che dopo non pochi problemi al debutto, sembra essere migliorata rispetto al 2019.

Inoltre, Dazn avrebbe anche un supporto, ovvero una partnership con un operatore italiano, Tim (che per ora smentisce). Questa partnership dovrebbe garantire una qualità del servizio adeguata alle aspettative degli utenti. Tim, quindi, sarebbe il cuore tecnologico dietro la fattibilità sull’esclusiva serie A su Dazn. Per ottimizzare le proprie prestazioni, l’asso della manica di Tim sarebbe il ricorso al digitale terrestre. TIM avrebbe intenzione di prendere lo streaming di DAZN per la singola partita trasmettendolo criptato via DVB-T2 sul digitale terrestre, e usando il suo Tim Vision Box per la ricezione e la decodifica. I clienti TIM con una ADSL o una connessione vecchia collegherebbero il TIM Vision Box ad un cavo antenna, e riceverebbero le partite tramite digitale terrestre. Questo passaggio dovrebbe essere trasparente per il cliente: TIM starebbe sperimentando un meccanismo di fallback automatico che commuti sul segnale proveniente dal digitale terrestre in caso in cui le statistiche della connessione evidenzino latenze troppo alte sui pacchetti in streaming e quindi il rischio di interruzioni. Una soluzione questa che alleggerirebbe lo streaming ma in maniera selettiva: ovvero solo dove le prestazioni sono scarse.

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