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Come in una sessione di Fantacalcio applicata alla politica, nella sua Amaca per Repubblica, Michele Serra sogna di prendere “in prestito” il gollista Bertrand. Il leader della destra classica francese si è appena affermato nel secondo turno delle amministrative d’oltralpe. Battendo il populismo.

«Bisognerebbe chiedere in prestito alla Francia, anche solo per un paio di legislature, Xavier Bertrand, leader dei repubblicani, vincitore delle elezioni regionali. È precisamente il tipo di giocatore che ci manca, coprirebbe una zona del campo che da noi è scoperta: la destra democratica, europeista, antifascista. Marine Le Pen lo teme ben più della sinistra, quanto suo padre temeva Chirac. Il centrodestra, in Francia, è il primo argine contro la destra estrema, e lo è dai tempi di De Gaulle. Impossibile anche solo pensare a un’alleanza del centrodestra con il Front National, i cui candidati, fino a qui, si sono sempre trovati davanti un muro: il patto repubblicano tra gollisti, centristi e sinistra. Quando si vedono, qui da noi, i sedicenti liberali di Forza Italia spalla a spalla con Meloni e Salvini, si vede un triste unicum della politica europea. Alla jattura di due partiti sovranisti (doppione assurdo, oltre che mortificante) si aggiunge la gracilità storica dei nostri liberali. Per fare un Bertrand, non basterebbe che Carfagna, Calenda e Toti si mettessero insieme. Ma potrebbero almeno provarci, chi rompendo il patto scellerato con neofascisti e sovranisti (Carfagna e Toti), chi facendo outing come liberale di centro (Calenda), e lanciando un solenne appello all’elettorato moderato. Bisognerebbe poi che il Salvini andasse a fare il vice di Meloni, che sarebbe la sua corretta collocazione, e il cosiddetto leghismo di governo (Giorgetti) si avvicinasse al centro moderato. Vorrebbe dire, per tutti tranne che per i fascisti, addormentarsi tranquilli la sera delle elezioni: chiunque vinca, vincerebbe la Repubblica. Ma è solo un sogno, solo un gioco, come il Fantacalcio».

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