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Mattarella taglia corto e mette fretta ai partiti: chiede responsabilità su guerra, Pnrr, pandemia e inflazione. Berlusconi si difende. Via da Fi anche Brunetta e Carfagna. Letta non vuole più Conte?

Si corre verso le urne: 25 settembre è il giorno fissato. Entro il 12 agosto vanno presentati i simboli. Sergio Mattarella ha voluto, in un breve discorso, motivare l’improvvisa accelerazione, la fretta istituzionale e anche spiegare che il governo Draghi avrà sì i poteri limitati ma che su alcune materie dovrà agire. Un elenco asciutto di problemi drammatici per cui lo spirito nazionale è necessario. Sono “affari correnti” di grande spessore. Il primo problema è l’inflazione, coi prezzi folli dell’energia e dei beni alimentari saliti alle stelle. Il secondo è “l’attuazione nei tempi concordati del Pnrr”. Terzo: l’azione di contrasto alla pandemia. E soprattutto l’invasione russa dell’Ucraina, che fa da drammatico sfondo a tutto ciò. Non c’è tempo da perdere. E non c’è tempo neanche per le forze politiche per metabolizzare i nuovi scenari e creare nuovi soggetti politici. Con questa fretta il cosiddetto “centro” non ci sarà: si presenteranno Carlo Calenda e Matteo Renzi, che hanno già nome e simbolo, forse anche Luigi Di Maio, che oggi parla al Corriere dei “responsabili”. Bruno Tabacci all’Avvenire parla di una piattaforma già pronta: l’agenda Draghi. Saranno i “responsabili” gli alleati del Pd? Sempre che i 5 Stelle si rassegnino a restare da soli. Stamattina Il Fatto di Marco Travaglio si affanna a spiegare che Conte e il Movimento sono di sinistra, sono nel campo progressista. L’intervista a Marco Revelli sostiene: il Pd non può sposare l’agenda Draghi, che è liberista. E Giuseppe Conte suggerisce: lasciate che ai dem passi l’arrabbiatura…

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