Sponsor by

Scissione del ministro degli Esteri. Conte accetta la linea Draghi sull’Ucraina ma perde 60 parlamentari. Lega primo partito. Nuova tensione nel Baltico. Mancano acqua e gas. Via alla Maturità

Segnato da tempo sul calendario della politica come il giorno della resa dei conti finale, a proposito della guerra in Ucraina, fra Giuseppe Conte e Mario Draghi, queste prime 24 ore dell’estate 2022 passeranno invece alla cronaca, se non alla storia, come quelle della fine del primato del Movimento 5 Stelle nel Parlamento italiano. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha lasciato infatti il Movimento e con lui ben 60 parlamentari hanno abbandonato i 5 Stelle. Di Maio ha dato vita ad una nuova formazione politica che si chiama “Insieme per il futuro”. Ora è la Lega il primo partito rappresentato nelle istituzioni. La rottura è arrivata dopo settimane e mesi di tensione, Giuseppe Conte non ha mai metabolizzato i distinguo di Di Maio ai tempi della corsa al Quirinale e a ben poco sono serviti i numerosi tentativi di mediazione fra i due. In più pesa come un macigno all’interno del Movimento la vicenda del doppio mandato, una regola sempre considerata “identitaria” da Beppe Grillo, e che però potrebbe gestita attraverso deroghe “ad personam” in vista delle prossime elezioni politiche, fra un anno, da Conte stesso. Ovviamente l’iniziativa del più brillante e stimato dei leader grillini provocherà ripercussioni in tutto il sistema politico. Dodici mesi in fondo sono anche pochi per riorganizzare il consenso.

In una giornata così Mario Draghi è andato via liscio, senza problemi, nonostante la sua maggioranza abbia faticato non poco a trovare una soluzione di compromesso sulla “risoluzione” poi votata in modo plebiscitario dal Senato. Il suo discorso (che la Versione propone in forma integrale) è stato misurato ed attento, non volendo scontentare i tanti dubbiosi sul forcing bellicista. Domani inizia un Consiglio europeo molto impegnativo e sarà importante capire quanto i leader UE spingeranno ancora per il negoziato.

A proposito di negoziato, anche negli Stati Uniti si moltiplicano le voci, non solo di ex diplomatici, che invitano il presidente Usa Joe Biden a cercare un cessate il fuoco e una tregua in Ucraina. La Versione di oggi vi propone oggi un importante articolo di Charles A. Kupchan che Repubblica aveva pubblicato ieri nella pagina dei commenti e che mi era sfuggito 24 ore fa. Kupchan ha una tesi molto chiara e condivisibile: gli Usa (noi aggiungiamo con l’Europa) devono prendere un’iniziativa negoziale, altrimenti ogni giorno la guerra rischia un’escalation mondiale. Come la nuova tensione sull’exclave di Kaliningrad dimostra. Sono argomenti che, vista l’autorevolezza e gli incarichi ufficiali a Washington di Kupchan, non possono essere facilmente liquidati come espressione di anti americanismo.

Bella iniziativa del giornalista russo Dmitrij Muratov, direttore di Novaya Gazeta e premio Nobel per la pace, che ha venduto all’asta per 103,5 milioni di dollari, poco meno di cento milioni di euro, la medaglia del premio Nobel ricevuta a Stoccolma. Tutto il ricavato, per decisione dello stesso Muratov, andrà all’Unicef, che lo userà per aiutare i bambini profughi dall’Ucraina e le loro famiglie.

In Italia si combatte con l’emergenza siccità. Le Regioni stanno affrontando la mancanza d’acqua in ordine sparso, in attesa che il governo prenda un’iniziativa nazionale. L’altra emergenza è quella delle risorse energetiche: domani il Consiglio dei Ministri dovrebbe decidere nuove misure. Il presidente della Consob Paolo Savona ha lanciato l’idea di uno “scudo” per difendere i risparmiatori dall’inflazione. A Roma sono arrivate molte famiglie per il decimo incontro annuale col Papa e i Vescovi. L’incontro comincia stasera con uno spettacolo trasmesso da Rai Uno.

Sponsor by