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Conte porta i 5 Stelle a processare il ministro degli Esteri. Draghi preoccupato. Macron sconfitto alle elezioni. La Ue giovedì decide su nuove armi a Kiev. Mancano acqua e gas: razionamenti in vista

Luigi Di Maio ed Emmanuel Macron sono stamattina al centro della scena mediatica. Il primo è messo violentemente sotto accusa nel Movimento 5 Stelle, anche se poi ieri sera il Consiglio nazionale non ha proceduto all’espulsione. Il secondo è stato sconfitto pesantemente al secondo turno delle elezioni legislative per il rinnovo dell’Assemblea nazionale. Macron non ha più una maggioranza e dovrà raggiungere dei compromessi per formare il nuovo governo, rivolgendosi ai gollisti o alla sinistra di Mélenchon. Non solo perché Di Maio è il ministro degli Esteri italiano, fatalmente le loro vicende sono intrecciate col panorama internazionale, segnato dal conflitto in Ucraina. Mario Draghi è preoccupato perché martedì 21 ci dovrà essere un voto del Parlamento e il rischio è che lo scontro nei 5 Stelle, al centro la politica estera, mini le fondamenta della coalizione e metta in crisi la maggioranza. Luigi Di Maio ieri si è difeso dalle accuse, rivendicando la sua politica europeista ed atlantista. Ezio Mauro nota che una rottura politica nel primo partito in Parlamento sulla politica estera può essere un segnale molto preoccupante per tutti i nostri alleati.

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