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Dopo Durigon, c’è già un nuovo caso alle viste, quello del professor Tomaso Montanari, che proprio dalle colonne del Fatto è “scivolato” sulle foibe. La notizia è del Corriere della Sera.

«Un intervento sulle foibe che, non è la prima volta, gli è costato una pioggia di critiche. Ormai ci è abituato Tomaso Montanari, storico dell’arte e neo rettore dell’università degli stranieri di Siena. Nei giorni scorsi, sul Fatto Quotidiano , il professore ha pubblicato un articolo sulla «falsificazione delle foibe». «Non si può nascondere che alcune battaglie revisioniste siano state vinte, grazie alla debolezza politica e culturale dei vertici della Repubblica – ha scritto -. La legge del 2004 che istituisce la Giornata del Ricordo (delle Foibe) a ridosso e in evidente opposizione a quella della Memoria (della Shoah) rappresenta il più clamoroso successo di questa falsificazione storica». Un intervento che ha scatenato un putiferio. «Il rettore Tomaso Montanari minimizza il dramma delle foibe. – scrive Salvini -. È strano e preoccupante che Letta, sempre col ditino alzato e candidato nella Siena ferita dallo scandalo Pd-Mps, non apra bocca». Mentre Ignazio La Russa (Fdi) definisce vergognosa la presa di posizione del professore. Critiche da Gennaro Migliore (Iv) e da Carlo Calenda. La risposta di Montanari: «Nessuno minimizza o nega le foibe. Contesto l’uso strumentale che la destra neofascista fa delle foibe».