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Sono le 9,45 quando il premier Draghi arriva a Palazzo Madama stamattina leggermente in ritardo nella sua tabella di marcia, per affrontare quello che è stato definito da tutti il Draghi Day, entra accompagnato dalla sua portavoce Paola Ansuini, solutando i cronisti in attesa con un buongiorno seguito da un sorriso.

Nei banchi del Senato il Governo scelto da Dragi è compatto attorno al premier, dal ministro degli Esteri al ministro della Difesa, al sottosegretario sono tutti lì con lui a fare muro contro questa crisi. Draghi inizia il suo discorso elencando i successi che il suo governo ha ottenuto in questi mesi: l’economia è cresciuta del 6,6% e il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo è sceso di 4,5 punti percentuali. La stesura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, approvato a larghissima maggioranza dal Parlamento, ha avviato un percorso di riforme e investimenti che non ha precedenti nella storia recente. Le riforme della giustizia, della concorrenza, del fisco, degli appalti – oltre alla corposa agenda di semplificazioni – sono un passo in avanti essenziale per modernizzare l’Italia. A oggi, tutti gli obbiettivi dei primi due semestri del Pnrr sono stati raggiunti. L’Italia ha ricevuto dalla Commissione Europea 45,9 miliardi di euro, a cui si aggiungeranno nelle prossime settimane ulteriori 21 miliardi – per un totale di quasi 67 miliardi. Il premier continua elencando i punti in cui la coesione tra la maggioranza è venuta meno creando l’attuale momento di crisi. Purtroppo, con il passare dei mesi, a questa domanda di coesione che arrivava dai cittadini le forze politiche hanno opposto un crescente desiderio di distinguo e divisione. Le riforme del Consiglio Superiore della Magistratura, del catasto, delle concessioni balneari hanno mostrato un progressivo sfarinamento della maggioranza sull’agenda di modernizzazione del Paese. Poi si rivolge direttamente ai senatori : “Serve un nuovo patto di fiducia, sincero e concreto, come quello che ci ha permesso finora di cambiare in meglio il Paese. I partiti e voi parlamentari siete pronti a ricostruire questo patto? Siete pronti a confermare quello sforzo che avete compiuto nei primi mesi, e che poi si è affievolito?“. Così il premier Mario Draghi si rivolge ai presenti a Palazzo Madama nel giorno più difficile del suo governo. “Giovedì scorso ho rassegnato le dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica, questa decisione è seguita al venir meno della maggioranza di unità nazionale che ha appoggiato il governo fin dalla sua nascita. Il presidente della Repubblica ha respinto le dimissioni e mi ha chiesto di informare il parlamento di quanto accaduto, una scelta che ho condiviso e che mi permette di spiegare a voi a agli italiani la decisione di una scelta tanto sofferta quanto dovuta”, aggiunge Draghi. “Ci sono altri impegni che l’esecutivo vuole assumere che riguardano, ad esempio, la riforma del sistema dei medici di base e la discussione per il riconoscimento di forme di autonomia differenziata”, continua il premier: “Tutto questo richiede un governo che sia davvero forte e coeso e un parlamento che lo accompagni con convinzione, nel reciproco rispetto dei ruoli. All’Italia non serve una fiducia di facciata, che svanisca davanti ai provvedimenti scomodi”. Poi la richiesta ai parlamentari. “Siamo qui, in quest’aula, oggi, a questo punto della discussione, perché e solo perché gli italiani lo hanno chiesto. Questa risposta a queste domande non la dovete dare a me, ma la dovete dare a tutti gli italiani”. “L’unica strada è ricostruire daccapo questo patto di fiducia che teneva insieme la maggioranza, con coraggio, altruismo e credibilità: a chiederlo sono soprattutto gli italiani”, dice Draghi facendo poi riferimento alle “manifestazioni senza precedenti” per il proseguo del governo che ci sono state in questi giorni “e che è impossibile ignorare”. Ne ha citate due in particolare: “i 2.000 sindaci abituati a confrontarsi quotidianamente con i problemi del territorio” e quella degli “eroi della pandemia”. Dopo il suo discorso prendono parola i vari parlamentari tra cui Casini e Bonino che dicono la loro, il primo definendo questo momento storico italiano come un governo di armistizio la seconda dando il suo pieno appoggio a Draghi. Alle 13 i vertici del centro destra si incontreranno a Villa Grande per fare il punto della situazione dopo l’intervento di Draghi di questa mattina.

In serata è previsto il voto in Senato se il Premier avrà la maggioranza domani si voterà alla Camera

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