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Continuano le proteste contro il governo di Mario Draghi.
E’ la volta del Partito Loberatorio , che nelle ultime ore ha depositato un’atto di citazione con ricorso d’urgenza al Tribunale di Roma nei confronti del Presidente del Consiglio, dell’intero Consiglio dei Ministri e del Ministro della Salute Roberto Speranza.

L’obiettivo è quello di far dichiarare dichiarare incostituzionali l’obbligo vaccinale, il Super Green pass e lo stato d’emergenza. Un’ azione legale proposta, non solo da tutti i dirigenti del Partito Libertario, ma anche dall’Associazione di tutela dei diritti del cittadino “Diritto e Mercato”, presieduta dall’avvocato Fabio Massimo Nicosia, già presidente del partito. Con lui anche   i difensori Avv.ti Francesco Giunta e Salvatore Ceraulo, a loro volta dirigenti del Partito Libertario.
Nel comunicato diramato in contemporanea viene inoltre specificato che con tale atto “si praticano le strade giuridiche più aggiornate e innovative in materia di illeceità costituzionale, secondo un orientamento giurisprudenziale recentissimamente ribadito dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite”.

E’ stata denunciata, in particolare, la persecuzione del gruppo sociale “non vaccinati”, in atto da mesi da parte dei vertici istituzionali e dei mass-media filo-governativi, ai sensi dell’art. 7 dello Statuto della Corte Penale Internazionale, il quale include tali persecuzioni tra i “Crimini contro l’umanità”.

Il Partito Libertario ha voluto sottolineare anche “l’illegalità dell’attuale dichiarazione di stato di emergenza per scadenza dei termini ultimi, stante anche la dichiarata rivendicazione del governo del potere, del tutto abusivo, di proclamare stati di emergenza a piacere, al di fuori di alcuna previsione costituzionale o normativa”.

Illegale per il partito anche il Super Green pass, definito “meccanismo estorsivo, per il quale si sottraggono diritti umani e fondamentali ai cittadini, per poi graziosamente “restituirglieli” per il caso che accettino di vaccinarsi, anche contro coscienza e volontà, subendo la minaccia”.

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