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Il campionato più bello di Formula 1 di sempre, si è chiuso con la vittoria di Max Verstappen. Non sono bastate infatti 22 gare per decidere il campione del mondo 2021. Tutto si è risolto a favore dell’olandese all’ultimo giro dell’ultimo appuntamento andato in scena sul tracciato di Abu Dhabi.

Hamilton è Verstappen hanno dato vita ad una battaglia che non ha coinvolto solo il talento dei due campioni. Spesso si è andati oltre le righe con atteggiamenti oltre le regole. Anche i due team capitanati dai rispettivi Team Principal, Toto Wolff per Mercedes e Chris Horner per RedBull non hanno risparmiato colpi bassi. Spesso i due hanno letto ed interpretato le regole sempre con l’idea di portare l’acqua al proprio mulino penalizzando l’avversario.

Il team RedBull, forte del vantaggio di una vittoria di margine di Verstappen su Hamilton, pur essendo a pari punti in classifica mondiale, si è concentrata sul mettere il proprio pilota nelle migliori condizioni possibili partendo in pole position. Il cambio si set up e di strategia per la monoposto operato la sabato durante le qualifiche, aveva lo scopo di far partire primo Verstappen per poi gestire la corsa puntando dritto alla vittoria.

Purtroppo, l’olandese si è dato la zappa sui piedi proprio nel momento tipico del campionato sbagliando la partenza. Il portacolori della RedBull prova a metterci subito una pezza provando ina manovra di sorpasso azzardata al primo giro. Manovra a cui Hamilton risponde con un taglio discutibile di variante in difesa della sua prima posizione. La direzione gara, che nel corso della stagione spesso si è resa protagonista di decisioni discutibili e di interventi che definire inopportuni è un eufemismo, in questa occasione tace.

Hamilton per tutta la gara si trova al comando, gestisce il vantaggio, ha una tattica inattaccabile, ormai ha la corona del suo ottavo titolo sulla testa. Questo fin quando il canadese Latifi, con la Williams, nel duellare con il figlio d’arte Mike Schumacher, si pianta contro un muro in una posizione scomoda della pista di Abu Dhabi. La direzione gara latitante nelle prime fasi di gara decide di intervenire in modo piuttosto maldestro ma regolare secondo le regole della Fia.

Non inserisce una sacrosanta bandiera rossa che consentirebbe di poter ripartire e giocarsi il titolo a parità di gomme, soluzione utilizzata inutilmente in Arabia Saudita, per esempio, ma decide per una safety car facendo sdoppiare le macchine con un giro di distacco che si frappongono tra i due contendenti.

Una soluzione che mette Verstappen nella condizione di poter attaccare Hamilton nell’ultimo giro. Attacco che avviene con successo e regala la inaspettata corona del titolo mondiale all’olandese. Ai festeggiamenti della RedBull si contrappongono le polemiche messe in piedi da Mercedes che ricorre sulla decisione della direzione gara.

Uno strascico stucchevole che rischiava di rovinare in modo polemico e gratuito il risultato maturato sulla pista da parte di Verstappen. La verità è che quando un mondiale è tanto serrato nella lotta, gli episodi ,e come i due piloti hanno affrontato le singole situazioni, sono stati determinanti per la vittoria finale. Sia Hamilton che Verstappen avrebbero meritato la vittoria. Ma la F1, come ha dimostrato l’atteggiamento dei due team in lotta, non è l’atletica dove regna il fair play e quindi ci può essere in solo vincitore.

La vittoria di Verstappen è stata salutata dai tifosi in modo positivo. Il pilota olandese ha smosso le masse come non succedeva da tempo. Una ventata di novità che fa bene all’ambiente. Nonostante ciò la sua vittoria ha comunque scontentato l’altra metà della Luna, quella che tifava per Hamilton. Alla fine lo stesso sette volte campione britannico, ha chiuso la faccenda dimostrando di saper cedere l’onore delle armi a campione che lo ha battuto. Un atteggiamento maturo, da grande campione che ci si aspetterebbe anche da un grande team come la Mercedes.

Resta la fotografia di un mondiale, il più bello di sempre. Un campionato con una sceneggiatura scritta dai protagonisti più bella di qualsiasi trasposizione cinematografica. Il mondiale 2021 ha abbastanza materiale per dare vita a Ruch 2, con i protagonisti che non hanno nulla da invidiare per classe, talento e agonismo a James Hunt e Niki Lauda nel mondiale del 1976.

 

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