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Il 21 e 22 Ottobre sarà nelle sale italiane “Soul Boys of the Western World” il film sui mitici anni’80 degli Spandau Ballet. Presentato oggi al Festival del Cinema di Roma, è stato accompagnato da grandi aspettative e molto entusiasmo. Per gli Spandau e’ indelebile il ricordo del loro successo in Italia: “Essere qui era bellissimo, eravamo molto popolari” ha affermato Gary Kemp, mentre Hadley ha ricordato: “Noi qui abbiamo incontrato le fan piu’ pazzi del mondo” e Steve Norman ha precisato: “L’Italia ha veramente abbracciato con affetto la nostra band: ai concerti non c’erano solo ragazzine, ma bambini piccoli, nonni e bisnonni”. Nel film c’e’ la ricostruzione di un mondo e di una generazione che vedeva le proprie star musicali in tv nelle trasmissioni culto “20 century box” e “Top of the pops”, e che non ascoltava solo la musica ma si nutriva di videoclip. Gli Spandau Ballet, oltre che per le canzoni dei loro album, da “Journey to the glory” a “Hearth like a sky”, divennero famosi per il loro look, la loro immagine, cambiando per sempre la percezione delle band musicali: “Il film racconta di un’epoca in cui l’interesse per la moda e per il pop si fondevano. – ha spiegato Gary Kemp – Noi pensavamo di vivere nel futuro, ma in realta’ eravamo molto ingenui, semplici. Oggi passa tutto attraverso i telefonini e youtube, manca il mito”. Hadley ha ammesso che “anche oggi ci sono dei gruppi e delle boy band fantastici, ma il problema e’ che oggi non si vendono piu’ dischi”. Gli Spandau Ballet hanno ripreso la loro attivita’ di concerti con un tour nel 2009/2010, il 30 settembre di quest’anno hanno presentato in anteprima il concerto “Soul Boys of the Western World”, e arriveranno in Italia dal 24 al 30 marzo per cinque concerti, a Milano, Torino, Padova, Firenze, Roma.

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