Sponsor by

Viaggio penitenziale del Papa in Canada. Giorgia Meloni avverte gli alleati: insieme solo se è chiara la candidatura a premier. Calenda non vuole Letta e spera in Draghi. Gas, vertice europeo

Il viaggio penitenziale di Papa Francesco in Canada ci offre un’icona difficile da ignorare. Al Vescovo di Roma il capo indigeno regala un copricapo tradizionale, nella prima cerimonia in ricordo delle vittime, nel cimitero di Maskwacis. Ma è una cerimonia di dolore quella in cui Bergoglio chiede perdono ai rappresentanti dei popoli indigeni per «le sofferenze» patite nelle cosiddette “scuole residenziali”, istituite dal governo e gestite delle Chiese cristiane per “rieducare” secondo i canoni occidentali i giovani nativi strappandoli dalle loro famiglie. Francesco si è richiamato alla grande richiesta di perdono di Giovanni Paolo II per l’indizione del Grande Giubileo del 2000 che impegnava la Chiesa in una “purificazione della memoria”. Lo fa per rimarcare che «di fronte a questo male che indigna, la Chiesa si inginocchia dinanzi a Dio e implora il perdono per i peccati dei suoi figli». C’è chi osserva che fu il governo canadese a suo tempo a discriminare i nativi, forzando l’assimilazione alla cultura canadese per legge. E che semmai cristiani e istituzioni ecclesiastiche furono usate in questo processo. Ma la richiesta di perdono non può e non deve fare distinguo.

Sponsor by