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341453-400-629-1-100-Gomorra-2Gomorra 2 – La Serie sbarca a Qualiano. Secondo quanto appreso da il Mattino, la serie televisiva che tanto ha fatto discutere, proseguirà le riprese in una zona periferica della città. Non vi saranno riprese in pieno centro come da accordo tra l’amministrazione e i rappresentanti della società di produzione. Secondo indiscrezioni, le scene girate ieri hanno visto in azione due tra i principali protagonisti della fiction che andrà in onda in primavera.I luoghi ripresi non saranno identificati in alcuna località precisa: il nome della città di Qualiano, quindi, non sarà citato nella fiction. Le stesse garanzie le aveva ottenute anche il Comune di Mugnano, che soltanto pochi giorni fa aveva dato il suo beneplacito alle riprese. Qualiano è la seconda località dell’area a nord di Napoli ad aver accettato sul proprio territorio la troupe di Gomorra, già respinta dai sindaci di Acerra, Afragola e Giugliano. Un’opposizione quella delle varie amministrazioni dell’hinterland napoletano che avevano alimentato dibattiti e polemiche e su cui è intervenuto anche lo scrittore Roberto Saviano, che aveva accusato i sindaci più scettici e restii a concedere il permesso di «ipocrisia e omertà».

Il primo ad aprire le porte alle riprese di Gomorra 2 è stato Luigi Sarnataro, sindaco di Mugnano, che ha accolto con favore la richiesta della casa di produzione. Sarnataro, eletto tre mesi fa, non solo ha autorizzato le riprese ma si è anche schierato contro chi, nelle ultime settimane, ha definito Gomorra come una serie diseducativa in cui la criminalità organizzata viene esaltata. La scelta dell’amministrazione mugnanese è stata accolta con particolare soddisfazione dall’attore Salvatore Esposito – alias Genny Savastano – originario proprio di Mugnano, che sulla sua pagina Facebook ha infatti ringraziato Sarnataro per aver detto sì alle riprese.

Di caratura antipodica erano invece state le dichiarazioni del sindaco di Giugliano, Antonio Poziello, che aveva stroncato la serie televisiva definendola «diseducativa ed esaltatrice delle gesta della camorra». «Sono fermamente convinto che parlare di camorra, raccontarne le dinamiche, sia sempre utile» dice Sarnataro ed aggiunge: «Il problema sorge quando la camorra la si nega, la si nasconde. Il tentativo di censurare l’arte, in ogni sua forma, non ha mai portato a nulla di positivo. La lotta alla camorra deve partire dalle scuole e dalle istituzioni, che devono recuperare il loro ruolo educativo: non può essere certamente affidata ad una serie televisiva che non è altro che una forma di espressione artistica».

Giuseppe Martino

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