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Lewis Hamilton esce vincitore da un pazzesco primo Gran Premio dell’Arabia Saudita. Una vittoria che consente al campione britannico di raggiungere in classifica mondiale Max Verstappen. La lotta per il mondiale piloti verrà decisa, quindi, all’ultimo appuntamento ad Abu Dhabi, la prossima settimana.

Quella sul tracciato di Jeddah è successo di tutto. Essendo un tracciato cittadino gli incidenti che possono causare safety car sono la norma. Il problema è stata la gestione delle situazioni critiche da parte della direzione gara. Michael Masi, direttore, ha preso una serie di decisioni discutibili che hanno influenzato l’esito della corsa. Al primo incidente di Mike Schumacher che ha causato una doppia bandiera gialla è seguita una inspiegabile bandiera rossa che ha favorito Verstappen. Una volta ripartiti il duello tra Hamilton e l’olandese è andata molto al di sopra delle regole. I due hanno duellato con atteggiamenti decisamente scorretti a cui la direzione gara non ha saputo porre un argine.

Il culmine è stato un contatto quando Max Verstappen frenava in faccia ad Hamilton costretto a farlo passare per una scorrettezza precedente. A fine gara l’olandese chiudeva al secondo posto e veniva convocato in direzione gara beccando due penalità. Una per le scorrettezze ed una per la frenata apposta ai danni di Hamilton.

Alle spalle dei due protagonisti primo degli altri è stato Valtteri Bottas in recupero dopo la pessima seconda partenza in volata sulla Alpine di Esteban Ocon. Più indietro, a salvare la giornata della McLaren, Daniel Ricciardo è riuscito a restare sempre fuori dai guai.

L’australiano ha capitalizzato al meglio ogni controversa decisione della commissione gara.
Sesta posizione per Pierre Gasly con la prima delle AlphaTauri. Alle sue spalle le due Ferrari di Charles Leclerc e Carlos Sainz. Il monegasco ha perso la sua occasione per il podio quando è stata decisa la prima bandiera rossa. Nel finale ha dato filo da torcere al compagno di team con un bel duello che lo porta in settima posizione. Ottima la gara per l’italiano Antonio Giovinazzi porta l’Alfa Romeo Racing in zona punti chiudendo al nono, davanti all’altra McLaren di Lando Norris che chiude la top ten.

Sul podio la tensione era evidente. La reazione dell’olandese è andata sopra le righe anche sul podio abbandonato senza festeggiamenti lasciando solo in piloti Mercedes. Una condizione psicologica che non promette bene per il finale di stagione la settimane prossima. Ma soprattutto una direzione gara che non appare all’altezza, per non ride inadeguata per gestire l’aggressività dei sue piloti in lotta. Le trattative tra team e Masi sull’eventuale modo di evitare sanzioni ridisegnando la griglia di partenza dopo la prima bandiera rossa, sono state veramente da barzelletta.

Anche la lotta tra i team è ormai andata oltre le regole diventando una guerra di nervi che si gioca sui cavilli, sulle sfumature delle regole, sia in pista ma soprattutto fuori coinvolgendo la politica. Il rischio è che la tensione che si è venuta a creare rovini il finale di mondiale più bello da più di quarant’anni a questa parte.

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