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Retata della Polizia nel mondo dell’estremismo No Vax. Luca de Vito scrive la cronaca di Repubblica.

«In cima alla lista ci sono i giornalisti: «Saranno i primi ad andarsene». Poi i politici: da Mario Draghi a Roberto Speranza, fino a Matteo Renzi. Erano questi gli obiettivi che un gruppo di No Vax si dichiarava pronto a colpire, organizzando azioni violente «per farli fuori». Otto persone tra i 33 e i 53 anni, di cui cinque uomini e tre donne, sono state indagate dalla procura di Milano: sulla chat Telegram “i Guerrieri” (di cui facevano parte circa 200 utenti, a invito) incitavano ad azioni violente in vista delle manifestazioni No Green Pass a Roma di domani e domenica. Ieri gli agenti della Digos e della Postale – coordinati dal capo del pool Antiterrorismo milanese Alberto Nobili e dal pm Piero Basilone – sono entrati nelle loro case con un decreto di perquisizione: nell’abitazione di uno di loro, in provincia di Bergamo, sono stati trovati e sequestrati due fucili e una pistola (regolarmente detenuti con un porto d’armi), a Reggio Emilia invece hanno trovato una spada katana, spray al peperoncino, manganelli telescopici. In una casa nel Milanese due tirapugni. Sono stati poi sequestrati pc, tablet, cellulari e account social. A poco è servito il goffo tentativo di cancellare gli elementi di prova, poco prima delle perquisizioni infatti uno degli amministratori ha chiuso il gruppo: quando gli agenti hanno bussato alle porte, avevano già analizzato e archiviato tutto il materiale. Imbevuti di livore, ideologia No Vax e teorie cospirazioniste, nella chat si lasciavano andare, incitando a produrre ordigni artigianali con l’intento di colpire la categoria accusata di veicolare «una realtà inesistente come la pandemia»: «Se in lontananza, nascosti, vedete i furgoni delle tv private o pubbliche, dategli fuoco…. una molotov… dategli fuoco. Ok ragazzi non voglio vedere giornalisti…. – avete capito anche il perché non li voglio vedere? Eh?… Perché… quanta gente hanno fatto fuori… quanta gente ragazzi. Quanti dei nostri vecchi hanno fatto fuori». E poi ancora, contro i politici: «Radere al suolo il Parlamento con tutti loro dentro basta un piccolo drone… pilotato a distanza da uno dei tetti di Roma… un 500 grammi di tritolo e lo lasci cadere durante la seduta… non resterà nessuna prova e farà il suo effetto». Un particolare inquietante, che ha spinto gli investigatori ad agire, è stato il fatto che alcuni stessero per organizzare una riunione preparatoria in vista delle manifestazioni del weekend a Roma, con il chiaro intento di procurarsi armi bianche da utilizzare. Una di loro invece aveva incitato a lanciare uova, verdura marcia e letame contro il ministro della Salute Roberto Speranza, atteso il 2 settembre a Padova per la festa di Articolo 1 “Pane e Rose”. Visita che è poi stata annullata, ufficialmente, per altri impegni istituzionali. E ieri il ministro, al festival di “Salute”, ha detto: «Chi ha dubbi va ascoltato, ma chi manifesta con comportamenti violenti è da condannare e lì c’è bisogno del pugno duro». L’operazione di ieri è partita dal monitoraggio della Postale della galassia negazionista e No Vax sui social network. Agli investigatori è saltato all’occhio come questo gruppo volesse fare un salto in avanti, alzare il tiro: «Non dobbiamo solo scrivere, dobbiamo fare», «ci dobbiamo contare e andare su Roma». Pronti ad azioni violente «per cambiare – ritengono i magistrati – la politica del governo in tema di campagna vaccinale ». Ma sono stati fermati prima. Nelle chat venivano pubblicizzate tesi negazioniste, si annunciava la «creazione di campi di concentramento dove finiranno tutti i non vaccinati» e si dava per scontato che ai politici e ai vip venisse «inoculata soluzione fisiologica al posto del vaccino» mentre «il popolo bue si fa mettere veleno ». Nella chat dei “Guerrieri” avevano anche fatto girare un indirizzo di casa del presidente del Consiglio, Mario Draghi (peraltro già uscito in alcune manifestazioni di protesta) con l’obbiettivo di farlo verificare dai No Vax romani. Nessuno degli otto indagati ha precedenti, mai nemmeno un’identificazione in un corteo No Vax. Non son stati individuati collegamenti diretti con partiti o movimenti politici, tranne nel caso di una No Vax veneziana, già ritenuta vicina al movimento dei Serenissimi, gruppo indipendentista veneto. Cittadini comuni, con lavori comuni, che con «ferocia verbale» si stavano organizzando per «colpire con azioni violente».

Alessandro Sallusti su Libero non lascia cadere l’occasione di tornare su una polemica durissima, in cui è finito in prima linea.

«Qualcuno ha sostenuto che non era il caso di preoccuparsi per “quattro gatti” no vax che vanno in giro a picchiare giornalisti, a minacciare di morte virologi e politici e ad assediare le redazioni di giornali tipo il nostro. Bene, oggi si scopre che questi criminali non erano solo quattro e neppure gatti bensì iene che si stavano preparando a un salto di qualità, attentati veri e propri con bombe e armi. Nonostante ciò continuano a non farci paura, nel senso che restiamo convinti della necessità di vaccinarsi: chi per libera scelta non lo fa deve assumersi l’onere di vedere limitati alcuni diritti non per punizioni ma per il bene economico e la sicurezza sanitaria del Paese. E allora si torna al punto più delicato di questa brutta faccenda. Se illustri filosofi, famosi giornalisti e parlamentari sia pure di quarta fila sostengono quotidianamente che il governo sta abolendo la libertà e portando il Paese verso una dittatura; se si dà credito, mettendole sullo stesso piano della scienza ufficiale, alle teorie complottistiche in base alle quali il virus prima e il vaccino poi sarebbero più o meno frutto della mente diabolica e avida delle multinazionali del farmaco ecco che allora si giustifica il fatto che qualcuno pensi di passare alle armi per difendere la democrazia in pericolo. Anche io farei resistenza se solo una di queste tesi avesse un minimo di fondamento. In realtà in pericolo c’è soltanto la vita dei non vaccinati – solo ieri ne sono morti altri cinquanta- che non essendo pochi a loro volta mettono in pericolo il percorso virtuoso che ha portato alla riapertura delle attività commerciali e produttive. Solo pochi giorni fa abbiamo parlato dei “cattivi maestri” che, la storia insegna, spesso sono l’innesco autorevole di qualsiasi pulsione estremistica, addirittura terroristica. E oggi lo sono più che mai data la velocità e la molteplicità di canali di informazione di fatto fuori controllo. Brava la polizia a sventare in tempo un pericolo grave e reale. Ma non lasciamola sola in questo lavoro di contrasto. È tempo che ognuno faccia la sua parte».

Massimo Gramellini dedica il suo Caffè sulla prima pagina del Corriere della Sera a Francesca Donato, già paladina anti euro e oggi ospite fissa nei talk show come No Vax.

«Anche se in tv nessuno ha il coraggio di spiegarlo a Cacciari, il vaccino non impedisce di morire, ma riduce di molto le probabilità che ciò accada. Un giubbotto antiproiettile non ti protegge da una mitragliata in fronte, ma chi lo indossa nelle zone di guerra ha più chance di portare a casa la pelle rispetto a uno che va in giro in canottiera. Non sembrerebbe difficile da capire. Ma dopo che la tele-bana leghista Francesca Donato, contesa dai talk per il ruolo di antagonista cattiva, ha definito «una barzelletta» le affermazioni pro-vax della figlia di un medico morto di Covid nonostante il vaccino, può essere utile tenere il punto, prendendo a prestito la sua stessa tecnica di comunicazione ossessiva. Il vaccino non elimina i rischi ma li riduce. Il vaccino non elimina i rischi ma li riduce. Il vaccino riduce i rischi ma non li elimina, e non elimina neppure la necessità di indossare la mascherina per non contagiare gli altri (questa era per Salvini). Il vaccino non elimina i rischi ma li riduce. Di molto. Ed è capzioso sventolare uno dei rari casi in cui non li ha eliminati per concludere che non serve a niente. Francesca Donato se ne sarà fatta una ragione? Nel dubbio, abbondiamo: il vaccino non elimina i rischi (soprattutto per chi già soffre di altre patologie) ma li riduce. E al momento non presenta seri effetti collaterali, se si eccettua l’indurirsi del cuore di chi, per amor di polemica, non si vergogna di irridere una figlia che ha appena visto suo padre morire».