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La variante Delta nei Paesi occidentali, unita alle attese di nuove decisioni della Banca Centrale Europea, che giovedì si pronuncerà sui tassi di interesse, hanno provocato un “lunedì nero” dei mercati finanziari. Maximilian Cellino sul Sole 24 Ore.

«Una disfatta così Piazza Affari non l’aveva mai subita quest’ anno. Il calo del 3,34% accusato ieri dal listino milanese non è però un caso isolato e si inserisce in una giornata nera per le Borse mondiali, colpite duro dal rischio di un ritorno su vasta scala dei contagi dovuto alla diffusione della variante Delta del virus: un incubo che i mercati avevano forse provato a scacciare in modo troppo frettoloso. Così si prova infatti a spiegare un bilancio che riporta le lancette del tempo indietro appunto al 2020, con il -2,62% accusato da Francoforte, il -2,54% di Parigi e anche le perdite di Wall Street, in rosso di oltre l’1% già nelle contrattazioni del mattino. Un cocktail velenoso. Certo, le nuove insidie legate alla pandemia si uniscono ai dubbi sulle azioni delle Banche centrali, alle prese (fino a questo momento) con le prospettive del ritorno dell’inflazione. La tensione, sotto questo aspetto, è anche destinata a crescere in vista della riunione della Bce in programma questo giovedì, che si preannuncia densa di significato dopo la correzione sulla strategia annunciata dall’Eurotower due settimane fa. Quando però si unisce il tracollo dei listini azionari alla concomitante riduzione dei rendimenti dei titoli di Stato «core» (il decennale Usa è sceso all’1,21%, minimi da marzo, il Bund tedesco è tornato a -0,39%), all’allargamento dello spread Italia-Germania (111 punti base, con il BTp allo 0,72%) e al rialzo del dollaro (che ha ricacciato l’euro sotto quota 1,18) si ottengono tutti i classici ingredienti della classica avversione al rischio e si comprende come sia stato il rialzo della testa del virus a determinare i movimenti di ieri. Eppure fra gli addetti ai lavori non manca chi, nonostante tutto, preferisce gettare acqua sul fuoco. «Le valutazioni, i trend stagionali e il posizionamento lasciano spazio per correzioni dei prezzi e picchi di volatilità come quello appena registrato, ma i tassi reali sono ancora troppo bassi per fornire un’alternativa alle azioni», sottolinea per esempio Antonio Cavarero, responsabile investimenti di Generali Insurance Asset Management, che prova quindi a rassicurare: «Finché la variante Delta non sarà in grado di esercitare pressioni sulle strutture ospedaliere – aggiunge – ritengo che il mercato recepirà queste correzioni con disciplina e selettività».

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