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Ddl Zan. Giovanna Casadio per Repubblica racconta la discussione fra i senatori del Pd. Il solo voto di scarto dell’altro giorno in Senato, 136 a 135, nonostante la ferma lealtà dei renziani, sta facendo riflettere. La linea Cirinnà-Letta del muro contro muro, con quel “meglio morire in battaglia”, rischia di non essere condivisa da tutti i senatori. Emerge l’ipotesi di uno slittamento a settembre per la discussione degli emendamenti, martedì prossimo infatti è l’ultimo giorno utile per il dibattito in aula.

«Cresce la schiera di chi non vuole morire in battaglia sul ddl Zan, ma portare davvero a casa la legge contro l’omotransfobia». Andrea Marcucci riassume così la riunione dei senatori del Pd, convocata ieri, dopo che in aula a Palazzo Madama l’esame del disegno di legge è stato aggiornato a martedì prossimo. Martedì sarà probabilmente l’ultimo giorno del ddl Zan prima della pausa estiva: ci sono infatti tre decreti legge da votare subito (il decreto Semplificazioni, il dl Sostegni e quello sulla Cybersecurity). È probabile quindi che sia rinviata a settembre la legge che porta il nome del deputato dem e attivista Lgbt, Alessandro Zan. Il rischio dell’altro ieri, quando per un solo voto il ddl Zan è riuscito a evitare la sospensione, ha lasciato strascichi. Nell’assemblea del Pd se ne parla senza girarci attorno. «Una discussione franca, e spero si apra una breccia», twitta sempre Marcucci. Il Pd annuncia che non presenterà emendamenti (che vanno depositati entro martedì mattina), così come non li presenteranno i 5Stelle. Ma se ne attendono una valanga dalle destre, e dalla Lega soprattutto. Matteo Renzi, nel videoforum con Repubblica , ha assicurato: «Ci saranno gli emendamenti presentati da altre forze politiche, non da Italia Viva. Il ddl Zan l’abbiamo votato e continueremo a farlo». Ma per la legge contro l’omofobia la strada è minata dai voti segreti e dai “franchi tiratori”. Ex capogruppo ed ex renziano di ferro, Marcucci è il più critico sulla strategia di Enrico Letta di andare avanti comunque sul ddl Zan così com’ è stato approvato alla Camera il 4 novembre scorso. È convinto vadano cercati compromessi con Salvini e con Renzi. Scatta tra i dubbiosi del Pd l’ultimo pressing su Letta affinché cambi strategia e cerchi una mediazione».