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A tre mesi dalla prima tappa dello switch off che porterà la TV digitale terrestre dal DVB-T al DVB-T2, si parla di rinvio, generando numerose incertezze. Dunque, la scadenza  del 1 settembre 2021, che secondo la roadmap attualmente in vigore, dovrebbe vedere l’abbandono all’unisono della codifica MPEG2 da parte delle emittenti nazionali, secondo alcuni attori in campo, non potrà essere rispettata. Questo perché, sembrerebbe che gli avvisi mandati in onda dalle emittenti nazionali sul cambio di codifica previsto per il primo settembre 2021, non hanno sortito gli effetti sperati. Infatti,  il parco installato compatibile è ancora largamente incompleto. L’on. Anna Ascani, sottosegretaria al MiSE con delega proprio sul dossier “Banda 700”, intervenuta con un videomessaggio alla nostra tavola rotonda, ha confermato che il Governo è impegnato per il rispetto dell’attuale roadmap, chiudendo apparentemente la porta a modifiche, in attesa del prossimo varo del processo di rottamazione finanziata dei vecchi TV: fino a 100 euro di sconto sull’acquisto del nuovo per chi conferisce un vecchio modello da inviare al percorso di riciclo RAEE. Ovviamente l’ipotesi di un cambiamento dei piani in corso non è stata accolta positivamente da Anitec-Assinform (l’associazione dei produttori) e da Aires (l’associazione dei retailer): gli ordini e i piani di approvvigionamento alla fabbriche sono già stati fatti e cambiarli ora comporterebbe danni economici, finanziari e logistici non banali. Quindi, se non viene rilasciata una nuova roadmap, che abroga e sostituisce la precedente, la scadenza del 1 settembre resta al suo posto.

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