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Letta-Meloni al Corriere parlano da amici-nemici. Con la leader di FdI Salvini più polemico di Letta. Gli imprenditori vanno dal Papa: “Sogniamo l’Italia unita”. Oggi Francesco va in Kazakistan

Alla fine il duello fra Enrico Letta e Giorgia Meloni è stato organizzato dal Corriere della Sera. Perché l’autorità delle comunicazioni lo riteneva una violazione della par condicio e lo ha giustamente impedito in televisione. Per ritorsione il Pd ha boicottato il confronto a quattro. Così Enrico Letta e Giorgia Meloni ieri si sono confrontati, come si dice in questo casi “in modo civile” e in un ambito per così dire privato. Nessuno scontro vero, nessun rischio per la democrazia, nessun allarme per il Paese. La messinscena del derby fra il rosso e il nero, tanto caro ai manifesti dem, quelli dell’alternativa secca, o di qua o di là, si è compiuta. Circostanza ironica: ieri Matteo Salvini è stato più polemico con Giorgia Meloni dello stesso Enrico Letta. E come scrive oggi Stefano Folli su Repubblica, giornale che pure sta fiancheggiando in modo palese la campagna del Pd, tutti sanno che la partita vera non è affatto nel finto duello fra i “Sandra e Raimondo” della politica. Conta moltissimo quanti voti prenderanno Forza Italia, Lega, Terzo Polo, 5 Stelle… In modo autorevole il cardinal Matteo Zuppi nei giorni scorsi aveva crititicato la “polarizzazione” del Paese: una camicia forzata del tutto ideologica e propagandistica. E Comunione e Liberazione nel suo documento sulle elezioni, pur senza dare indicazioni di voto, ha sottolineato l’invito ai politici ad una “comune azione operativa”. Ieri il Presidente della Confindustria Carlo Bonomi che ha organizzato l’Assemblea in Vaticano, di fronte al Papa, ha detto: “Sogniamo un’Italia unita”. E ha rilanciato l’idea di un Patto per il Paese.

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