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Il presidente della Corea del Nord, Kim Jong-Un , al fine di reprimere ogni possibile condotta reazionaria e ogni influenza straniera, che definisce «condotte sgradevoli, individualiste e antisocialiste» , ha bandito il linguaggio straniero, film e programmi americani e sudcoreani, ma anche l’utilizzo di jeans attillati, piercing, i tagli di capelli «non convenzionali» e tutti quei simboli che richiamano lo stile di vita capitalista che Kim ha descritto come «pericolosi veleni della società». Per gli eventuali trasgressori sono state previste severissime sanzioni, fin anche la pena di morte. Di recente, secondo il DailyNk, testata online con sede a Seul, tre minorenni sarebbero stati arrestati e mandati in un  campo di rieducazione per un taglio di capelli che ricordava il K-pop sudcoreano e per dei “risvoltini”, l’arrotolamento dei pantaloni sopra la caviglia.

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