Sponsor by

Non è ancora candidato ufficialmente, ma è il vero favorito nella corsa all’Eliseo, alla pari con la Le Pen. È il giornalista “trumpiano” Éric Zemmour . Se ne occupa Anais Ginori per Repubblica.

«Il ciclone Zemmour prosegue la sua corsa, almeno nei numeri. Non è solo il nuovo libro-manifesto di Éric Zemmour a scalare le classifiche. Il popolare commentatore sta conquistando consensi in un’ipotetica corsa all’Eliseo su cui pochi ormai hanno dubbi sull’onda di sondaggi che lo fanno volare come raramente si è visto nella politica francese. In meno di un mese, Zemmour ha conquistato quasi dieci punti, passando da 7 a 17 per cento nelle preferenze per il primo turno alle presidenziali, secondo l’ultimo sondaggio Ifop per Le Figaro. Il giornalista sessantenne – che non è ancora candidato – è virtualmente già davanti al favorito della destra, Xavier Bertrand, e alla pari con Marine Le Pen. A duecento giorni dal voto, Emmanuel Macron continua a essere in cima alle rilevazioni, ma nessuno è più in grado di prevedere chi altro passerà al ballottaggio delle presidenziali. «Questa incertezza è senza precedenti», commenta Frédéric Dabi dell’Ifop. Qualcuno pensa che Zemmour sia una “bolla mediatica” che presto si sgonfierà. Il politologo Dabi è prudente. «La dinamica è chiaramente dalla sua parte, sta diventando il punto di riferimento per la destra e l’estrema destra». Potrebbe essere un Trump alla francese, ammantato di una patina più intellettuale. «Sono l’unico a poter mettere insieme la borghesia patriota e le classi popolari», rivendica il giornalista pluricondannato per incitamento all’odio razziale a causa delle sue dichiarazioni su Islam e musulmani. Ha già trovato chi lo finanzia (l’imprenditore di estrema destra Charles Gave) e può contare sull’appoggio dell’impero mediatico di Vincent Bolloré nel quale è stato uno dei commentatori più in vista. Durante le affollate presentazioni del suo pamphlet ( La France n’a pas dit son dernier mot), i fan scandiscono immancabilmente “Zemmour Président”. Nel suo entourage tutto è pronto per la discesa in campo. «Davanti all’entusiasmo che sta suscitando abbiamo una responsabilità», spiega Olivier Ubéda, nuovo responsabile comunicazione, in passato collaboratore di Nicolas Sarkozy. «Zemmour è nella tradizione di una destra conservatrice, bonapartista, quello che un tempo era l’Rpr», sostiene Ubéda, citando il nome del partito neogollista creato nel 1976 da Chirac, al quale Zemmour ha dedicato un libro. Il fenomeno politico del momento deve molto alla sua spin doctor Sarah Knafo, 28 anni, ambiziosa énarque che ha già collaborato con Henri Guaino, uno dei più fidati consiglieri di Sarkozy, e con un sito di letteratura fondato da Jacques Attali, oltre a far parte della Corte dei Conti guidata da Pierre Moscovici che le ha chiesto di mettersi in aspettativa quando ha scoperto la sua militanza. Knafo è stata fotografata da Paris Match in amorosi atteggiamenti con Zemmour. Il polemista, sposato con quattro figli, ha protestato per la paparazzata. Il portavoce sostiene che «i francesi se ne fregano della vita privata, non siamo negli Stati Uniti». E comunque, aggiunge, «è una love story».

Sponsor by