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Ettari bruciati, case e aziende distrutte, bestiame ucciso e il Presidente Solinas chiede aiuto a Draghi: «immediato sostegno, è un disastro senza precedenti».

Le fiamme ancora non sono state placate, più di mille fra turisti e residenti evacuati dai paesi del Montiferru (550 a Santulussurgiu, Cuglieri, Scano) e della Planargia (Sennariolo, Flussio, Tresnuraghes) e dalla località costiera di Porto Alabe (più di 200), a Sud di Bosa.
«Uno dei più gravi disastri naturali mai accaduto in Sardegna», per fortuna non ci sono vittime.
Le fiamme appiccate dolosamente sono partite da un auto tra Bonarcado e Santulussurgiu, il vento e l’afa non hanno fatto altro che alimentare il fuoco.
Si sospetta che altre persone abbiano appiccato i roghi poi confluiti in un unico grande incendio «Questi gesti folli — è convinto Antonio Flore Motzo, sindaco di Scano Montiferro — sono di criminali che vogliono colpire e distruggere”.
L’allarme, tra venerdì e sabato si è diffuso rapidamente, ristoranti, locali pubblici e villaggi sono stati evacuati: «Siamo fuggiti appena in tempo, le fiamme erano vicinissime all’ultima casa».
Una cinquantina di casa e una residenza per anziani sono state evacuate.
La zona più a rischio, che ancora brucia, è quella dell’Oristanese.
Nel frattempo il dipartimento della protezione civile ha chiesto all’UE di inviare in Sardegna velivoli che possano contribuire a spegnere gli incendi in Sardegna.
“Due canadair sono in arrivo dalla Francia, che ringrazio ufficialmente”, questo è quanto fa sapere Luigi Di Maio.

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