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Germania sotto choc per il maltempo. Ancora si contano decessi e danni, mentre resta difficile capire come fenomeni così violenti possano avvenire a queste latitudini. Il Corriere della Sera ha intervistato Silvio Gualdi, direttore Divisione simulazioni e previsioni climatiche del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici

«Professor Gualdi, cosa ha scatenato i fenomeni atmosferici tedeschi? «In Europa centrale non sono rare perturbazioni che portano piogge anche d’estate. Il clima estivo lì non è secco come sul Mediterraneo. Ciò che è stato eccezionale è che in genere le precipitazioni sono meno persistenti. In questo caso invece la perturbazione è rimasta ferma per quasi tre giorni scaricando una grande quantità d’acqua». A cosa si deve questo «stop»? «La circolazione atmosferica è normalmente caratterizzata da sistemi di alta e bassa pressione e in questo caso un zona di alta pressione presente sui Balcani e un’altra presente tra la penisola iberica e l’Inghilterra hanno bloccato una bassa pressione carica di pioggia facendola stazionare per più giorni su Germania e Paesi Bassi». E poi c’è la questione della quantità di acqua… «Essendo rimasta bloccata, la pioggia è stata scaricata in una sola area provocando le devastazioni che abbiamo visto. Quei molti millimetri di pioggia al giorno (in alcune aree anche 150 mm, vale a dire 150 litri di acqua per metro quadrato in 24 ore) probabilmente, non avrebbero fatto tutti questi danni se non si fossero ripetuti per più giorni praticamente sulla stessa area». C’è una connessione con il cambiamento climatico in corso? «Sì. L’innalzamento delle temperature (ormai più di un grado Celsius dal 1800) ha portato ad avere un’atmosfera più calda che può quindi contenere più vapore acqueo. La saturazione infatti dipende dalla temperatura: più è alta, maggiore è la quantità di vapore che può essere accumulata in atmosfera. È la legge di Clausius-Clapeyron, per cui per ogni grado celsius in più di temperatura aumenta del 7 per cento la quantità di vapore acqueo che può essere accumulata in atmosfera». Insomma, sono eventi a cui dovremo abituarci? «Il singolo evento rimane difficile da prevedere con un anticipo maggiore di pochi giorni ma sappiamo che con il cambiamento climatico questo tipo di eventi diventeranno sempre meno eccezionali, anzi saranno più intensi e più frequenti».