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La politica, ricadute di sabato a parte, è impegnata sul secondo turno delle amministrative, a Roma in particolare. Ieri Virginia Raggi ha indossato una mascherina rossa e incontrato, dopo Michetti, il candidato di centro sinistra per la sua successione, Gualtieri. Ma ha annunciato che starà “all’opposizione”, mentre Giuseppe Conte darà un sostegno esplicito al suo ex ministro. Lorenzo d’Albergo per Repubblica.

«Fuori dalle chat. Stop alle telefonate. Insieme nelle periferie di mezza Roma in campagna elettorale, più lontani che mai durante lo spoglio delle Comunali, ieri Giuseppe Conte e Virginia Raggi si sono finalmente rivisti. Un faccia a faccia per capire uno le intenzioni dell’altra e verificare la consistenza delle voci che vogliono l’ormai ex sindaca pronta a lanciare una sua corrente all’interno del Movimento. «Virginia, non scomparirai», ha subito assicurato il leader dei 5S alla grillina fresca di bocciatura alle urne. Poi, visto che l’incontro convocato da Raggi oggi pomeriggio sarà l’occasione per parlare del futuro di Roma dopo la batosta, Conte ha avvisato l’interlocutrice sul ballottaggio: «Da qui a domenica uscirò a favore di Roberto Gualtieri». Dopo le prime carezze, l’ex premier dichiarerà apertamente il suo sostegno al candidato della sinistra, suo ministro del Tesoro. Una notizia che arriva proprio nel giorno in cui il dem si è presentato in Campidoglio per un caffè con la sindaca e che deve averla fatta riflettere. La sua tattica è nota: ha assicurato più volte che non darà indicazioni di voto. Ora, però, c’è da pesare la variabile Conte. E c’è pure la spinta verso sinistra dei fedelissimi: Giuliano Pacetti e Paolo Ferrara, due big del gruppo 5S in Campidoglio, hanno già detto che non voteranno mai a destra. In più nel Movimento non tutti hanno apprezzato la mossa di Raggi di convocare i parlamentari nel nuovo quartier generale di via Campo Marzio. Tanto che la riunione è finita sotto sfratto: non si terrà più nella nuova sede 5S. C’è infatti chi si è lamentato del blitz per le modalità: «Ha contattato solo chi voleva lei». Chi per i tempi: «Domani saremo in aula dalle 15 alle 20 – dice l’onorevole Francesca Daga – ed è impossibile partecipare». Tutti, compatti, escludono la nascita di una nuova corrente. «Sarebbe contro il codice etico», spiega Sebastiano Cubeddu, deputato di Guidonia. Input in serie che ieri hanno convinto Raggi a spiegarsi meglio nelle solite chat: «Ragazzi, qui nessuno vuole creare correnti e francamente l’accusa la trovo pure offensiva. Il punto è un altro. Nei prossimi anni saremo all’opposizione. Ne ho anche già parlato con Conte: occorre riorganizzarsi sul territorio e le liste civiche sono importantissime». Chiaro. Nei messaggi dell’ex inquilina di palazzo Senatorio manca, però, qualsiasi riferimento al ballottaggio. Dopo aver visto Gualtieri e Conte, Raggi rimane sulle sue posizioni: «No endorsement». Con il candidato del centrosinistra (per quasi due ore, il doppio della durata dell’incontro di venerdì con Michetti) la grillina ha parlato di trasporti e Giubileo, di Expo e Pnrr. Qualche divergenza su funivie e ciclabili. Poi la stretta di mano e le dichiarazioni. Con una piccola strizzata d’occhio all’ex ministro sull’antifascismo e la lotta per sgomberare CasaPound: «Spero che su questi temi si possa andare avanti ». Poi, per tutto il resto, Raggi sarà «all’opposizione senza sconti e collaborando invece dove ci sono possibilità di apertura». Piccoli passi in avanti? Si vedrà. I dem romani incassano in sordina: «Meglio un supporto così, naturale, che un invito al voto». Quindi focus sulla chiusura della campagna di Gualtieri. Oggi il deputato sarà con il sindaco di Milano, Beppe Sala, e il segretario Enrico Letta. Poi incontrerà Alfonso Pecoraro Scanio, ex ministro dell’Ambiente e animatore proprio di una delle civiche di Raggi. Novità sull’evento finale di venerdì sera: trasloco a piazza del Popolo. San Giovanni, già prenotata, verrà lasciata libera per il corteo di sabato dei sindacati dopo l’attacco alla Cgil».

Luca De Carolis sul Fatto sottolinea che la Raggi ha una linea “da grillina vecchia maniera”. Ecco il suo articolo.

«Nel giro di poche ore ha incontrato il suo possibile successore, il dem Roberto Gualtieri, e quello che è certamente il suo leader, il presidente del M5S Giuseppe Conte. E tra un confronto sui programmi per Roma e una riflessione sul futuro del Movimento, Virginia Raggi ha seguito sempre il suo filo rosso. Ovvero la sua linea da grillina vecchia maniera, quella dell’autonomia e dell’equidistanza dai poli, ribadita così: “A livello nazionale c’è un’intesa tra Pd e M5S , ma io a Roma andrò a sedere all’opposizione e da lì mi opporrò senza sconti e collaborando dove ci sono delle possibilità di apertura”. Nessuna abiura per l’ormai uscente sindaca, che questo pomeriggio incontrerà un po’ di parlamentari e consiglieri comunali romani. Ma non nella sede nazionale del partito a due passi dalla Camera, come aveva inizialmente previsto. Non in quell’ufficio senza mobili ma già impregnato di cattivi pensieri. Ieri Conte, che non sapeva dell’appuntamento, le ha “consigliato” di cambiare posto. E lei si è adeguata. Meglio non forzare, vista l’aria. Perché diversi eletti sospettano che l’ex sindaca prepari una scalata al Movimento o quantomeno una corrente, “e le correnti non ci servono” scandisce la deputata Federica Daga. Proprio per questo, in giornata Raggi si è difesa con un messaggio ai parlamentari romani: “Nessuno vuole creare correnti e trovo offensiva l’accusa. In tanti mi hanno chiesto di vederci e riflettere. Al netto del VI Municipio, dove siamo al ballottaggio, nei prossimi anni saremo all’opposizione e occorre fare alcuni ragionamenti”. E da qui passa all’incontro con Conte: “Ne ho parlato con lui, occorre riorganizzarsi a livello territoriale e le liste civiche sono importantissime, facciamolo insieme”. D’altronde l’ex premier ieri l’ha incontrata proprio per questo, per tastarle il polso. Una chiacchierata in cui le ha anticipato che darà il suo sostegno pubblico a Gualtieri, il candidato del Pd a Roma a cui finora aveva lanciato “solo” segnali di stima (“è un mio ex ministro, un uomo di valore”). Ma Raggi non appoggerà mai pubblicamente il candidato dem. “Andrà a votare al ballottaggio” assicurano. Per chi, non è dato sapere. Di certo l’ex sindaca non vuole affossare Conte, e all’avvocato lo ha giurato. Però punta forte sue liste civiche – che incontrerà domani – per mantenere una sua visibilità. Nel frattempo rimarrà consigliera comunale, a “sorvegliare” da vicino il nuovo sindaco. Potrebbe essere proprio Gualtieri, a cui ieri ha chiesto di “non smantellare” il suo sistema di microcredito, e con cui ha parlato parecchio di legalità. L’ex ministro le ha promesso di voler liberare le case popolari dal giogo dei clan. Mentre è stato ignorato il tema più spinoso, quello dei rifiuti. All’uscita Gualtieri vede positivo: “Raggi dice di voler rimanere neutrale, non è una posizione contro. Ringrazio Conte e quegli esponenti del M5S che mi hanno espresso stima”. Il resto è affare dei 5Stelle».

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