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Minaccia nucleare di Putin e nuova fase della guerra. Fuga da Mosca e proteste in tutta la Federazione. Il mondo in ansia, anche Pechino prende le distanze. In Italia destra e sinistra sono ambigui

Qualche abbonato a La Versione mi ha scritto in questi giorni che sono diventato troppo pessimista. Apocalittico. Mi sono chiesto se è un umore mio, se è l’influenza dello spirito di settembre (il “mese del ripensamento sugli anni e sull’età” come canta Francesco Guccini), oppure se è un pregiudizio troppo forte verso chi vincerà le prossime elezioni politiche in Italia. Poi guardo i giornali di oggi e penso di essere appena realista. Domenico Quirico scrive della minaccia atomica che da ieri mattina, dopo il discorso di Vladimir Putin, è entrato negli eventi possibili, reali e commenta: “La Storia forse ieri è finita come è finita la preistoria, forse siamo entrati nella post Storia di cui è arduo e forse inutile prevedere la lunghezza e gli esiti”. La fine della storia incombe su di noi non come soluzione di tutti i problemi, dopo il crollo del comunismo, come pensò Francis Fukuyama negli anni Novanta dello scorso secolo. Ma come Armageddon atomico, strage di massa di uomini e distruzione della natura, dopo due anni di pandemia. Anche i russi stanno protestando e l’evento è eccezionale, considerando la durezza della repressione del regime. Le proteste si susseguono in tutta la Federazione e anche sulla rete (vedi Foto del Giorno). Proprio il già citato Fukuyama viene intervistato oggi dal Corriere e dice: “In gioco non c’è solo il destino dell’Ucraina, le implicazioni per l’Europa sono veramente grandi. La posta è decidere quale sia la forma di governo dominante nel mondo”.

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