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Prima della richiesta dell’Autority,  il gruppo ferroviario rimborsava solo i passeggeri dei treni in ritardo di almeno un’ora. Dalla prossima primavera si cambia: chi arriva in stazione con un treno a media e lunga percorrenza dopo almeno 30 minuti rispetto all’orario previsto, riceverà entro tre giorni (contro i 20 attuali) un bonus pari al 25% del biglietto da usare per l’acquisto di altri servizi. Resta il risarcimento in contanti per chi subisce ritardi di almeno un’ora.

Il gruppo fa ricorso contro la multa da 1 milione ricevuta dall’Antitrust per le sanzioni a chi viaggia senza ticket.

Un provvedimento inaspettato che, se abbinato alle novità sugli indennizzi in caso di ritardo dei treni, sposta decisamente verso il consumatore l’ago della bilancia: l’indennizzo si potrà ottenere in caso di ritardo superiore ai 30 minuti sull’orario previsto, in luogo della soglia di un’ora ora in vigore; Non solo, i viaggiatori otterranno un bonus (non in denaro) pari al 25% del prezzo del biglietto sui servizi nazionali di media e lunga percorrenza, da scontare in viaggi successivi. Per le stazioni dei principali “nodi” ferroviari, come quelle di Roma, Milano, Bologna, Firenze e Torino, è previsto un margine ulteriore di tre minuti sull’eventuale ritardo. E ancora: dal primo marzo verrà introdotto il “biglietto globale misto”, che Trenitalia proporrà al posto di quello a più tratte, in modo da garantire al passeggero sia il bonus di rimborso sull’intero importo pagato sia la prosecuzione del viaggio in caso di ritardo dovuto a perdita di coincidenza.

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