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Le due campionesse olimpiche, Valentina Rodini e Federica Cesarini, avevano portato l’Italia sul tetto del mondo vincendo l’oro olimpico nel canottaggio alle scorse Olimpiadi di Tokyo, sono oggi costrette a fare i conti con la dura realtà. Un durissimo attacco, quello di Federica Cesarini in una story postata su Instagram. Motivo: il disinteresse degli sponsor, anche di fronte a un’impresa storica come la loro, prime donne italiano sul gradino più alto del podio nel canottaggio, e prime a vincere un oro azzurro dopo ventuno anni. “Mi sembra assurdo che con una medaglia d’oro olimpica non si riesce ad ottenere qualche sponsorizzazione” posta Federica. “Mi sembra assurdo che queste sponsorizzazioni vadano ad altre persone con meno risultati sportivi, e perché? Perché praticano uno sport con maggiore visibilità. Mi sono rotta il c… Facciamo uno degli sport, se non lo sport, più faticoso del mondo. Mi alleno tredici-quindici volte a settimana con sedute di almeno due ore e trenta. Credevo che il problema fosse il mancato risultato, ma no”. La risposta, amara, sarebbe arrivata in una delle tante conversazioni, social e non, avute in questo periodo: “Il problema è che hanno vinto in troppi e fanno sport con numeri ben diversi dal vostro”. A confermare la tesi della collega è stata la compagna di imbarcazione, Valentina Rodini, che sempre su Instagram ha scritto: “Perché le gare di canottaggio vengono coperte dalla Rai solo per due ore su tre giorni di regate? Perché durante le interviste ci chiedono di “portare pazienza” se sbagliano dicendo “canoa” o sbagliano i nostri nomi (e non intendo confonderci fra me e Fede ma proprio nomi diversi dai nostri? Iniziamo a dare le giuste informazioni e uno spazio più ampio a questo sport. Sarà poi la gente a giudicare se le nostre gare danno così poche emozioni”.

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