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Il Papa emerito parla del Signore nel momento del trapasso. In 65 mila rendono omaggio in San Pietro. Ucraina, guerra in stallo. Per Lula inizio d’anno e di mandato

Aperta da ieri la camera ardente di Benedetto XVI nella Basilica di san Pietro. Lunghe code si sono formate ieri fin dal primo mattino. Oggi e domani la Basilica sarà ancora aperta dalle 7 alle 9. La Gendarmeria vaticana ha stimato in 65 mila le persone sfilate ieri davanti alla salma del Papa emerito. Per i funerali di giovedì saranno presenti ufficialmente i Capi di stato e di governo di Italia e Germania, ma già sono annunciati in forma privata altri leader mondiali.

Tanti e interessanti i commenti sui giornali. Il cardinal Angelo Scola viene oggi intervistato da Repubblica, Sole 24 Ore e Avvenire, perché è sicuramente l’esponente ecclesiastico che ha avuto negli anni più vicinanza con Jospeh Ratzinger, fin dagli anni di Communio, la prestigiosa rivista teologica che prese le mosse dal Concilio e mise insieme anche Hans Urs von Balthasar ed Henry de Lubac. Giuste le osservazioni dei vaticanisti su un Papa Francesco che si sente più solo, anche se teoricamente più libero di dimettersi a sua volta, cosa finora impossibile. Bello l’articolo di Antonio Socci sui due papi, che riproponiamo da Libero di ieri. Gianni Cardinale su Avvenire racconta il dolore dei “familiari” del Papa emerito. Sempre sul giornale della Cei, scrive oggi Riccardo Muti. Il grande maestro ricorda la passione mozartiana di Benedetto XVI. Il mio amico, fedele abbonato a questa Versione, Giovanni Santachiara di Macerata suggerisce che ai funerali venga eseguita la Messa per solisti, coro e orchestra di Wolfgang Amadeus Mozart, la K427, qui eseguita da Leonard Bernstein. Sarebbe una scelta perfetta, ma le liturgie vaticane hanno le loro priorità.

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