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Nel centro destra Berlusconi e Salvini contro Meloni. Nel centro sinistra il rebus Calenda e i tormenti 5 Stelle. Le alleanze si preparano al 25 settembre. Mosca ammette le bombe di Odessa

“Questa destra può governare?”, si chiedono i giornali americani ed europei a proposito del nostro Paese. Dice giustamente Enrico Letta che contro Giorgia Meloni “non c’è nulla di scorretto, né di personale”. Il segretario del Pd l’ha sempre pensata così. Semmai per ora il veleno nella “sfida delle alleanze” (copyright Corriere della Sera) lo sta immettendo quello che è rimasto di Forza Italia, il cerchio magico attorno a Silvio Berlusconi. Sono gli azzurri superstiti al siluramento del governo a dare continue prove del loro impazzimento politico, che coincide con una continua caduta di stile, in un abisso di volgarità e di vuoto di linea politica (avendo contraddetto la propria identità).

Scrive con lucidità Gianluca Nicoletti sulla Stampa di oggi a proposito degli insulti lanciati da Marta Fascina a Renato Brunetta “nano”, e da Giorgio Mulè a Giovanni Toti “sovrappeso”. Aveva cominciato, la scorsa settimana, la vera ispiratrice dell’ultimo Berlusconi, Licia Ronzulli, consigliando lo Xanax alla ministra Mariastella Gelmini. Sono tutte manifestazioni di una voglia di gogna cui si dovrebbe reagire. A destra e a sinistra. Meloni non lo dice ma sa benissimo che i maggiori problemi per lei, in questa campagna elettorale, le potrebbero venire proprio dai due alleati del centro destra, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, che appaiono frastornati e perdenti. Oggettivamente pericolosi. Anche per l’Italia.

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