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Draghi, Macron e Scholz in Ucraina per promettere l’ingresso nella Ue. Dura reazione di Mosca. In città anche i pacifisti: ok per la marcia dell’11 luglio. Scontro Di Maio-Conte. Ok alla Cartabia

Storica visita dell’italiano Mario Draghi, del francese Emmanuel Macron e del tedesco Olaf Scholz (cui poi ieri si è aggiunto il premier rumeno Klaus Iohannis) a Kiev. I tre leader europei sono arrivati nella capitale ucraina insieme in treno dalla Polonia, hanno visto le macerie di Irpin e hanno incontrato a lungo Volodymyr Zelensky. Tutti e tre hanno detto apertamente di essere favorevoli all’entrata dell’Ucraina nell’Unione europea, primo scopo del viaggio. Accanto alla forte scelta politica europea di sostegno agli ucraini, c’è da registrare il pressing per arrivare in fretta ad una mediazione Onu sull’uso del grano ucraino, che potrebbe essere un primo passaggio verso un negoziato più ampio. La reazione di Mosca al viaggio dei tre leader non si è fatta attendere. Ed è stato ancora Dmitrij Medvedev (quello dell’ “odio” verso l’occidente) a recitare la parte del falco del Cremlino. Ha usato un’espressione da barzelletta per dire che Macron, Scholz e Draghi sono: «Mangia rane, mangia salsicce e mangia spaghetti». Durissima la reazione di Sergej Lavrov, il ministro degli Esteri russo che ha sostenuto: l’Europa non è più un nostro interlocutore.

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